Improvvisamente, c’è speranza. Basta una scivolata a rimettere tutto in discussione. Lo zero di Marc Marquez al Mugello permette agli inseguitori di tornare a sognare un epilogo diverso da quello degli ultimi due anni. Da Valentino Rossi ad Andrea Dovizioso, passando per Maverick Vinales: i cacciatori fiutano la preda, con il Cabroncito divenuto più vicino e a portata. Vicino, ma non vicinissimo, certo. Non bisogna scordare che il margine di vantaggio del numero 93 è di quasi una gara di vantaggio. Non proprio poca cosa. Eppure, la vulnerabilità del catalano offre tante speranze ai rivali, che vivono comunque situazioni diverse, con propri pro e contro.

Rossi sembra aver trovato continuità. Secondo podio consecutivo, il terzo in stagione. E, senza aver mai vinto una gara, è il più vicino al leader della classifica generale. Per esperienza e palmares, il Dottore può nutrire legittime ambizioni iridate. Sa come trarre il massimo da qualsiasi situazione. Di conseguenza, non può non sognare in grande. Il vero dubbio nella rincorsa verso Marquez ed il decimo titolo è la competitività della Yamaha. Se la M1 non riesce a vincere nemmeno su circuiti in cui solitamente dominava, allora bisogna legittimamente preoccuparsi. Non è un caso se Valentino ha già chiesto aiuti dal Giappone. Bisogna capire se arriveranno per tempo e con quali risultati.

Discorso simile per Maverick Vinales. Lo spagnolo è ancora lì, in lotta per il titolo. Gli manca la vittoria, ma, in termini di velocità pura, è uno dei pochissimi a giocarsela con Marquez. Il grosso problema del Top Gun catalano riguarda la costanza di rendimento. Eccezion fatta per il bel podio in Texas, il ragazzo classe 1995 non è mai riuscito a stare alla pari con gli altri big. Inoltre, le frequenti lamentele verso la Yamaha indicano uno stato d’animo tutt’altro che tranquillo.

Non è troppo rilassato nemmeno Andrea Dovizioso. La prima guida della Ducati è riuscita ad annullare parzialmente l’errore francese, aiutato dall’autogol di Marquez. Ora si arriva nelle piste in cui l’anno scorso costruì una cavalcata quasi perfetta. Montmelò potrebbe diventare già un ulteriore punto di svolta. Lecito dunque sognare di recuperare i 29 punti di svantaggio. La consistenza e la costanza di rendimento del “Dovi” sono una spada di Damocle con cui l’irrazionale condotta di gara del capoclassifica deve fare i conti. Inoltre, nel corpo a corpo, il catalano ha più di un tarlo in mente, a causa dei tre duelli persi in volata tra Austria, Giappone e Qatar negli ultimi dodici mesi. Tuttavia, non mancano i contro nemmeno per Dovizioso: non approfittare pienamente delle problematiche altrui non è mai un buon segnale. Inoltre, per mettere KO Marquez servirà qualcosa di più, possibilmente un deciso passo in avanti in termini di concretezza e cinismo. Il regalo francese dovrà essere l’ultimo nei confronti del campione spagnolo. Non sono ammessi altri stop.

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