Montreal è una pista storica della Formula 1. Con il suo alternarsi di rettilinei e staccate secche, è un circuito complesso da interpretare. Inoltre, tra imprevisti e condizioni metereologiche spesso bizzarre, azzeccare il vincitore è veramente difficile. Certamente, se si pensa al Canada e al suo rapporto con la Formula 1, non può non tornare alla mente la famiglia Villeneuve, che con il tracciato di casa ebbe sempre una relazione piuttosto singolare.

Gilles, l’Aviatore prediletto dai tifosi ferraristi, è sempre stato un grande protagonista quando si trattava di correre in America. Nonostante quel carattere schivo e tranquillo, il funambolo della Rossa di Maranello si esaltava di fronte al proprio pubblico. Trovava il modo per sorprendere una volta di più, con la sua innaturale semplicità. Indubbiamente, tra le gare disputate a Montreal, la più apprezzata dai supporters del campione canadese fu il successo nel 1978. Peraltro si trattò del primo acuto in carriera per Villeneuve senior, la prima di altre cinque perle. Gilles, comunque, si faceva amare anche per altri numeri circensi. Un esempio? L’edizione del GP casalingo del 1981, terminata al terzo posto nonostante la visuale ostruita per gran parte della corsa a causa della pioggia battente e dell’alettone staccatosi parzialmente e sollevatosi bruscamente di fronte al casco del pilota. Un’impresa clamorosa.

Se Villeneuve senior incantava di fronte ai propri tifosi, lo stesso non si poteva dire del figlio Jacques. Nessuna vittoria per lui a Montreal, ma le delusioni non finiscono qui: mai sul podio, mai un giro veloce o una pole. È come se una sorta di maledizione avesse colpito il figlio d’arte più famoso, concedendogli sì la gioia di cingersi quell’alloro inseguito invano dal padre, ma negandogli la soddisfazione di imporsi nel cortile di casa, peraltro intitolato al celebre genitore. Una piccola grande amarezza per Jacques, che ha sempre cercato di colmare il vuoto, senza mai riuscirci.

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