Brno, terra di corsari. Territorio ideale per gli arrembaggi, agli avversari come ai record. Chissà se Max Biaggi, uno dei dominatori della pista ceca, avrà sorriso vedendo Jonathan Rea diventare il numero 1 tra i vincitori di tutti i tempi. Magari avrà anche ripensato a quella volta in cui aveva regalato il proprio casco al nordirlandese, predicendogli un futuro di successi. Il Corsaro è stato buon profeta, ma, forse, nemmeno lui poteva immaginarsi un dominio simile.

Johnny non si è limitato a vincere, ha fatto molto di più. Non è stato un tiranno passeggero, ma ha inciso a chiare lettere il proprio nome all’interno dell’albo d’oro e nel libro dei record. È il primo pilota ad aver conquistato per tre volte consecutive il titolo iridato in Superbike, facendo meglio di Carl Fogarty, unico ad aver vinto due Mondiali di fila. Ora, il fuoriclasse della Kawasaki ha strappato al fenomeno della Ducati un altro primato, quello del numero di successi. È un’ideale staffetta tra il campione del passato ed il riferimento del presente.

Difficile, forse impossibile, stabilire se effettivamente Rea sia il più grande di sempre. La Superbike è cambiata tantissimo in questi trent’anni. La generazione protagonista negli anni di “Foggy” non è paragonabile all’epopea dei piloti attuali. Sono cambiati i materiali, le piste, la tipologia della guida. Dunque, il paragone diventa arduo. Discorso simile nel confronto tra Johnny e Troy Bayliss o Colin Edwards. Si può indubbiamente inserire il Cannibale della Superbike tra i migliori di sempre. Gli scettici potranno obiettare, adducendo come pretesto legittimo dietro a molti suoi trionfi la mancanza di grandi avversari, a differenza delle epoche precedenti. Tuttavia, non deve trarre in inganno la semplicità con cui vince con la Kawasaki. La Verdona domina solamente con lui in sella, mentre, limitandosi al solo Tom Sykes, non risulta eccessivamente imperante su tutte le altre case costruttrici. Inoltre, non bisogna dimenticarsi delle imprese da funambolo di Rea alla guida della modesta Honda del post Toseland. Il ragazzo faceva già allora la differenza, forte di un manico pazzesco e della capacità di portare al limite la propria moto. Una volta trovato il giusto incastro nel suo puzzle, il nordirlandese ha iniziato a stravincere e ad abbattere un record dopo l’altro, in una corsa contro il tempo e le leggende che è divenuta un pungolo micidiale ed incredibilmente redditizio. Ora che è stato raggiunto anche il primato dei successi resta un altro traguardo: il quinto alloro, quello con cui diventerebbe il più titolato della storia della categoria. Sicuramente, Johnny ha già messo nel mirino anche questo obiettivo.

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