Dream, believe, achieve. Sogna, credici, raggiungi l’obiettivo. Così recita il cartello celebrativo in casa Kawasaki. Detta così sembra facile. Ed invece coronare un grande traguardo è tutt’altro che semplice. Jonathan Rea rende tutto naturale e semplice, dalla guida alle vittorie. Oggi, alle 14:14, il Cannibale della Superbike ha riscritto l’ennesimo record della categoria: 60 successi, superando la leggenda Carl Fogarty e diventando numero 1 anche nella categoria dei plurivincitori. Teatro della storia è Brno, con le sue chicane ed i suoi saliscendi. Un circuito particolare da interpretare. Non per Johnny il magnifico.

Il campione del mondo in carica parte bene e tenta di allungare. Sembra già l’inizio della fuga, ma un terribile incidente al via occorso a Michael Rinaldi costringe a far ripetere la procedura di partenza della prima manche. Nuovo start mezz’ora dopo per permettere la pulizia della pista. Problemi con il semaforo verde a parte, non cambia il copione: Rea scatta come un proiettile, si porta in testa alla seconda variante e stampa tempi impressionanti nei primi otto passaggi. Il Cannibale scende una volta sotto il muro dei due minuti. Poi si attesta sul 2’00” basso e martella con una continuità sfibrante per gli avversari, su tutti Marco Melandri e Tom Sykes, alla caccia del leader, ma sempre più lontani, giro dopo giro. Nulla da fare, non c’è storia. Meglio accontentarsi del podio, con il ravennate secondo davanti all’inglese, re delle Superpole.

Dietro ai primi tre, si consuma il derby tra le Yamaha, con Michael Van der Mark che supera nel finale Alex Lowes, vincendo un’intrigante battaglia interna. Alle loro spalle, Chaz Davies vive un vero e proprio calvario, superato dalle Aprilia di Eugene Laverty e Lorenzo Savadori e pressato dalla Honda di Leon Camier fino alla fine. Seguono Razgatlioglu, Hernandez, Mercado, Ramos, Fores e Rinaldi. In classifica generale, Rea mette una seria ipoteca al Mondiale: il primo inseguitore, Davies, è lontani 81 punti, mentre i distacchi di Sykes e Van der Mark superano i 90 punti. Alla faccia di chi sognava un campionato aperto. In Superbike vige una sola legge, quella del sovrano Rea.

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