Ed improvvisamente il mondo va sottosopra. Le certezze del giorno prima si sgretolano e si verificano episodi clamorosi. Succede che, per la prima volta in quattro anni di Kawasaki, Jonathan Rea si ritiri per un proprio errore. Una caduta a quindici giri dalla conclusione gli impedisce di siglare una doppietta che lo avrebbe ulteriormente lanciato nella leggenda. Poco male per il nordirlandese, dato che il margine di vantaggio in classifica è di tutta sicurezza. Delusione, invece, per Marco Melandri. Il ravennate scatta bene al via, ponendosi alle spalle delle due Yamaha di Alex Lowes e Michael Van der Mark. La Ducati numero 33 trova anche il modo per piazzarsi in seconda posizione, prima di incappare in un lungo in staccata che lo fa uscire di pista e dalla zona punti. Un po’ di cross e via di rimonta, con un bel sorpasso al desaparecido Tom Sykes, finito a secco, prima di chiudere quindicesimo.

In testa la lotta per il successo è un affare Yamaha. Chaz Davies aggancia il terzo posto, ma non trova mai il guizzo giusto per riprendere le moto della casa di Iwata. Il derby tra Lowes e Van der Mark è teso e vissuto sul filo dei giri veloci. La spunta l’inglese che allunga con decisione nel finale, ponendo fra sé e l’olandese un secondo di vantaggio. VDM capisce che non è giornata e preferisce intascare 20 punti che lo pongono in terza posizione nel Mondiale. Bella ed appassionante anche la rimonta di Lorenzo Savadori che chiude quinto dopo un bel duello con il compagno di squadra Eugene Laverty. Non sfigurano le Ducati private di Rinaldi e Fores, bravi a concludere nella top ten, come il sempre più sorprendente Razgatlioglu.

Con lo zero di Rea, cambia il Mondiale? Più no che sì. Certo, la classifica non ha più i connotati disastrosi di ieri per gli inseguitori del Cannibale, ma il vantaggio resta pressoché immutato, con un round in meno. Inoltre, quando non vince il fuoriclasse britannico si fatica a trovare un degno alter ego, un avversario capace di mettergli pressione. Per ora, il campionissimo resta saldo sul proprio trono. Davies dovrà tentare di riaprire qualche spiraglio nelle prossime gare, tentando di vincere a Misano e a Laguna Seca, piste teoricamente favorevoli alla Ducati. Sempre che Rea non inventi un altro guizzo dei suoi.

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