Un assolo meraviglioso. La Formula 1 continua a regalarci pochi sorpassi, ma stavolta la serata di gare è più dolce per gli appassionati italiani, che vedono tornare al trionfo uno scintillante Sebastian Vettel su quella che era diventata una pista maledetta per la Ferrari: le Rosse non vincevano addirittura da 14 anni e dall’ultimo successo di Michael Schumacher a Montreal, targato 2004.

Ora, con Sebastian Vettel e con una gara sontuosa, il tabù è ufficialmente rotto, e chissà che questo non possa essere un grande segnale di rinascita per le vetture di Maranello. Su un tracciato veloce e tecnico, che ieri aveva visto Seb distruggere il record della pista in qualifica, il tedesco parte forte e lascia tutti sul posto, dando vita a un’autentica cavalcata verso la vittoria a Montreal, pista amatissima da Lewis Hamilton e dedicata a Gilles Villeneuve: Vettel, di fatto, tiene la testa della corsa per tutti i 68 giri previsti, e grazie a una serie di giri veloci e a uno stint più lungo con le ultrasoft spezza la resistenza di ogni avversario, andandosi a prendere il meritato successo. Nella classifica finale del GP, Seb precede di 7”376 Bottas e di 8”360 Verstappen, che non riesce a superare il finnico (in difficoltà nel finale con delle supersoft molto usurate) e andare all’inseguimento di Vettel: i primi tre sono gli stessi delle qualifiche, mentre Daniel Ricciardo chiude quarto e tiene alle proprie spalle un irriconoscibile Lewis Hamilton.

Il campione del mondo ha sofferto per un calo di potenza in avvio di gara, e dopo il pit-stop ha perso la posizione da Ricciardo, non riuscendo più a superarlo e chiudendo 5° a sette decimi dall’australiano, ma soprattutto a 21”559 da Vettel. Un bello smacco per Hamilton, che oltre al danno odierno subisce anche la beffa: la 50a vittoria in carriera del tedesco (4° pilota a raggiungere questo traguardo dopo Prost, Schumacher ed Hamilton) riporta Vettel in testa al Mondiale per un punto. Dietro ad Hamilton, ecco Kimi Raikkonen, che chiude a 27” circa ed è l’ultimo pilota a pieni giri: dietro di lui Hulkenberg, Sainz, Ocon e l’ottimo Leclerc, ancora a punti, tutti doppiati. Il weekend canadese è un disastro per la McLaren, che vede Vandoorne chiudere 16° (penultimo) a due giri e Alonso venire abbandonato dal suo mezzo nel GP numero 300 della sua carriera.

I risultati odierni riportano, come dicevamo poc’anzi, Sebastian Vettel in testa al Mondiale: Seb guida con 121 punti, precedendo Hamilton (120) e Bottas (86). Nella classifica costruttori, invece, Mercedes guida con 209 punti davanti alla Ferrari (186) e alla Red Bull (134). È stato un GP trionfare per la Rossa di Maranello, ma abbiamo anche vissuto un momento di paura.

F1: IL BRUTTO INCIDENTE DI HARTLEY– Nel caotico 1° giro di Montreal, infatti, Brendon Hartley (a rischio-licenziamento dalla Toro Rosso) e Lance Stroll sono venuti a contatto, dando vita a un tremendo incidente. Il canadese, che gareggiava sulla pista di casa e voleva strafare in partenza, ha perso il controllo della sua vettura, andando a schiacciare il pilota della Toro Rosso contro le barriere: Hartley è andato violentemente contro il muro, vedendo la propria testa andare a sbattere contro Halo e perdendo conoscenza (dalle immagini sottostanti, vedete lo strano movimento delle sue mani). A quel punto la sua vettura è tornata pericolosamente in pista, andando a travolgere quella di Stroll e rischiando il ribaltamento, che per fortuna non è avvenuto: un brutto spavento per il neozelandese, che dopo l’impatto con Halo è stato portato in ospedale per accertamenti. Quanto è accaduto oggi dimostra che anche un sistema nato per la sicurezza può essere pericoloso, e subito Max Verstappen ha rilasciato delle forti dichiarazioni contro Halo, auspicando che venga tolto ”quanto prima” perchè ”è un reale pericolo per i piloti”. Per fortuna Hartley non ha riportato conseguenze dall’incidente, ma il brutto spavento odierno deve far riflettere sull’utilizzo di Halo, che a nostro avviso non è la soluzione giusta per la F1 e ha evidenti criticità.

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