Nove vittorie consecutive. Una striscia impressionante. Jeffrey Herlings è un rullo compressore. Impossibile resistergli. Se gli riesce la partenza, diventa presto imprendibile, abile com’è nel crearsi un margine di sicurezza da gestire durante la gara, allargando o diminuendo il gap a proprio piacimento. Se, invece, lo start non è impeccabile, ecco la modalità rimonta, fatta di sorpassi aggressivi e giri record in rapida successione. Anche ieri, in gara 2, l’olandese ha cambiato ritmo nel finale inanellando una serie di tornate da urlo, riacciuffando rapidamente il fuggitivo Antonio Cairoli ed andando a vincere nuovamente con facilità sconcertante. In questo momento, Jeffrey vive veramente in una dimensione propria, da autentico Re Mida motociclistico, capace di trasformare in vittoria qualsiasi corsa.

Difficilmente negli sport motoristici recenti si è assistito ad un dominio simile. Probabilmente, il paragone più istintivo può essere fatto accostando al campione della KTM un altro fuoriclasse assoluto: Marc Marquez. Certo, le discipline in questione sono diverse e nel motocross si ragiona in manche, non in una gara secca giornaliera. Tuttavia, le analogie tra l’olandese ed il catalano ci sono. Il “Cabroncito”, nel 2014, infilò ben 10 centri consecutivi in altrettante uscite, con una serie durata da marzo fino ad agosto inoltrato. Impossibile per i vari Rossi, Lorenzo e Pedrosa fermare la marcia del marziano numero 93. Una sensazione di impotenza riscontrabile anche oggi, vedendo vanificati gli sforzi di campioni del calibro di Desalle, Gajser e di una leggenda come Cairoli.

Come allora, a metà del cammino, il Mondiale sembra già assegnato. Netta la supremazia di Herlings, enorme il margine di vantaggio sul diretto inseguitore, nonché compagno di team. Quasi impossibile colmare il gap. Restano aperte le possibilità di togliere certezze all’olandese nel proseguo della stagione, quando la serie d’oro si interromperà. Nel 2014, infatti, una volta svanita la cavalcata da record di Marquez, gli altri avversari trovarono spazio per “vendicarsi”, pur senza mai rimettere in discussione il discorso iridato. Qualcosa di simile potrebbe accadere anche in MXGP. L’obiettivo di molti piloti sarà esclusivamente quello di battere Herlings, non tanto per la classifica o per il presente, quanto per l’autostima e per progettare un futuro differente. Da Gajser a Paulin, da Febvre a Desalle, passando per il solito stoico Cairoli, il leitmotiv sarà sempre lo stesso: far atterrare sulla terra il marziano numero 84.

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