Un episodio può essere un caso. Quando si verifica due volte, può trattarsi di una coincidenza. Al ripetersi per la terza volta di un fatto, si è di fronte ad una prova. La stagione 2018 si sta rivelando incredibilmente complessa per Lewis Hamilton. Il quattro volte campione del mondo è reduce dal quinto posto di Montreal, ma non sorprende tanto la giornata opaca quanto il ripetersi di momenti di difficoltà. Bahrain, Shanghai, parzialmente Baku e Montecarlo: in ciascuna di queste tappe, l’anglo-caraibico ha dovuto affrontare problemi di vario tipo nella messa a punto e nella gestione del pacchetto durante le gare. Tra degrado precoce degli pneumatici, l’amministrazione oculata delle power unit e lo scarso feeling con il tracciato, ottenere grandi acuti è stato più complesso del previsto. Anzi, dei due successi stagionali, solamente uno, quello di Montmelò, è realmente figlio del week end vissuto “Lewis style”, dominando dall’inizio alla fine. A Baku, la buona sorte lo ha sospinto verso il trionfo, pareggiando la sfortuna della Safety Car australiana. Nel complesso, comunque, non è il miglior Hamilton.

Cosa dobbiamo attenderci dal futuro? Sicuramente non sarà un cammino semplice per il fuoriclasse britannico. Tuttavia, il recente passato incoraggia il campione: un anno fa, la prima guida della Mercedes era decisamente più lontano in classifica, con un ritardo maggiore rispetto all’inezia del solo punto da recuperare. Nulla di cui disperare, specialmente se fosse vero, come pare, che le Frecce d’Argento stanno cercando di gestire le risorse per cambiare passo nel finale di stagione, dando lo strappo decisivo a cavallo tra Spa e Monza, circuiti chiave per le sorti iridate. Nella scorsa stagione, le due gare furono il trampolino per il volo di Lewis verso il quarto alloro, agevolato dalle trasferte asiatiche, risultate fatali per la Ferrari, consegnando a Hamilton il titolo mondiale. Forse, a Stoccarda sognano un finale analogo. Da Maranello si fanno tutti gli scongiuri.

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