«In Canada saremo competitivi». Charles Leclerc lo aveva promesso. Non si era spinto troppo in là con l’ottimismo. Il ragazzo monegasco era pienamente consapevole del proprio potenziale, era a conoscenza della bontà del pacchetto messo insieme da Sauber-Alfa Romeo. Non si è illuso, né ha sparato eccessivamente in alto, andando ben oltre il semplice consiglio in stile machiavellico. In fondo, i recenti risultati davano ragione alla fiducia del talentuoso pilota della scuola Ferrari. È bastato sbloccarsi andando a punti a Baku per cambiare passo, acquisendo autostima e realizzando prestazioni di tutto rispetto anche a Barcellona e a Montecarlo.

Aveva promesso una gara di sostanza, “Carletto”. Detto e fatto, alla maniera dei grandi piloti. Partito tredicesimo, non si è lasciato coinvolgere dai guai al via. Ha retto brillantemente l’impatto con il circuito canadese su cui non aveva mai corso prima ed ha mantenuto un ritmo brillante. Ha rischiato di non finire in zona punti per effetto dell’undercut della McLaren, abile nel riportare avanti Fernando Alonso in un remake del duello del Montmelò. Stavolta, è stata la sfortuna a mettere KO l’asturiano, permettendo a Leclerc di godere del piccolo grande premio del decimo posto, valevole un punto in classifica generale. Minuzzaglie per un top team, un miracolo per una formazione modesta come la Sauber-Alfa Romeo.

Ha cercato un risultato importante, Charles. Ce l’ha fatta grazie ad un pizzico di fortuna, certo, ma anche perché sostenuto da un talento notevole che gli consente di sopperire alle carenze della propria vettura. Una volta di più, Leclerc si è fatto trovare pronto, senza farsi prendere dalla frenesia di dover dimostrare di avere la stoffa del campione. Questa calma è una virtù importante in ottica futura. Senza strafare, il ragazzo si farà. E da Maranello i sorrisi si fanno sempre più convinti.

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