Sembrava una stagione stregata, maledetta, finita in anticipo. Nessun punto nelle prime quattro uscite. Già questo sarebbe stato sufficiente a definire l’annata catastrofica, demoralizzante per un campione del mondo in carica. Insomma, sembrava un Mondiale gravemente compromesso. Lo sarebbe stato per tutti, tranne che per Lucas Di Grassi. Il brasiliano, fresco iridato nella scorsa stagione, era considerato uno dei favoriti anche per via del massiccio intervento di Audi nello sviluppo della propria monoposto. Ed invece, a sorpresa, l’avvio del percorso si rivelava una ripida salita, accentuata da problemi tecnici e difficoltà nella messa a punto. Per di più, il confronto interno con Daniel Abt sembrava volgere a favore del tedesco. Insomma, si è trattato di un momento assai provante per il carattere di Lucas.

Tuttavia, come si suole dire, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Di Grassi non si è lasciato scoraggiare dalle difficoltà, dal periodo nero, in cui le brutte notizie si susseguivano senza tregua. Non si è rassegnato all’idea di concludere la stagione senza infamia e senza lode. Ha tentato piuttosto di dare un senso al suo campionato. Così si è dato da fare per conquistare almeno una vittoria parziale, riscattando la partenza a rilento. E, dopo una serie di secondi posti, il brasiliano di Audi è riuscito ad imporsi a Zurigo, interrompendo un lungo digiuno. La difesa del titolo iridato è ormai compromessa, ma, se non altro, Di Grassi è riuscito a salvare l’onore. Inoltre, è riuscito a crescere molto durante le criticità della prima parte della stagione. I miglioramenti si intravedono anche nella guida, capace di sopperire alle eventuali problematiche. Possibile che anche caratterialmente ci siano stati importanti miglioramenti, specialmente nel gestire le criticità e la pressione di chi deve necessariamente ottenere grandi risultati. Insomma, se nel 2017/18 la sorte gli ha voltato le spalle, nella prossima stagione gli avversari dovranno nuovamente fare i conti con Lucas l’irriducibile.

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