La stagione del Mondiale Motocross si trova a metà del guado, e domenica scorsa ha vissuto il 10° di 20 GP in Francia: nel weekend si correrà a Ottobiano (PV) per l’MXGP di Lombardia, e alla vigilia del secondo appuntamento italiano del Mondiale, abbiamo deciso di effettuare un bilancio su uno dei motivi d’interesse della MXGP e della MX2. Stiamo parlando di TM Racing, unica struttura ufficiale italiana nel Mondiale, che sta provando a farsi strada in un campionato dal livello altissimo, facendo correre Max Nagl in MXGP e Samuele Bernardini in MX2: per discutere al meglio della stagione vissuta sin qui dalla casa pesarese e dei suoi progressi abbiamo intervistato nuovamente Marco Ricciardi, Sales&Marketing Manager di TM Racing e volto della casa italiana. Ecco le sue valutazioni ai microfoni di ”Bandiera a scacchi”, che lo aveva già intervistato a marzo e ad Eicma, e l’ha sentito nuovamente nella mattinata di mercoledì (prima dell’infortunio di Herlings, ndr).

Ciao Marco, innanzitutto partiamo dal bilancio riguardo al Mondiale di Max Nagl: siamo a metà stagione (10 GP su 20), ha ottenuto 177 punti ed è nella top-10 mondiale, con due ottavi posti come miglior risultato. Come lo valuti?

”Diciamo che il lavoro prosegue come da programma. Siamo ancora nella top-10 della classifica generale, come volevamo, e dobbiamo migliorare qualcosa nelle partenze: in particolare, dovremo crescere nei primi giri perchè il motocross sta cambiando. In MXGP tutti vanno velocissimi nei primi giri, e Max ha un modo di correre diverso: è molto cauto all’inizio e cresce nel corso della manche, chiudendo molto forte. Invece gli altri partono fortissimo e in modo concitato, quindi il gap che si crea inizialmente è difficile da ricucire anche se vai più forte nel finale: si formano le mono-traiettorie, è più difficile guidare e quant’altro. Però di base siamo soddisfatti: Max lavora duramente, è un grande protagonista e ha gli stessi stimoli e la stessa voglia di una volta. Semplicemente, nelle gare ha la vecchia impostazione del motocross, quando si partiva piano e si cresceva pian piano nel passo: una volta, però, c’erano due sessioni di prove libere da 45′ e una qualifica di pari durata oltre alle gare, mentre ora c’è meno tempo per creare il giusto feeling. Diciamo che dobbiamo un po’ modificare l’approccio alla gara, ne abbiamo parlato e ci stiamo lavorando: Nagl è un pilota super-esperto, che ha alle spalle 15 anni nel Mondiale, ma ascolta tutti i consigli come se fosse un giovane alle prime armi. È bellissimo lavorare con lui”.

A livello di moto, come procede lo sviluppo della TM?

”Procede, in ogni gara cerchiamo di portare qualcosa di nuovo a quello che è un prototipo viaggiante, senza stravolgere nulla, ma cercando di crescere costantemente. L’obiettivo è di avere una moto migliore già a partire dall’inizio della stagione 2019, ma anche di fornire ai nostri clienti un mezzo forte e completo sotto ogni aspetto: non va dimenticato che il lavoro dei piloti viene trasferito sui nostri mezzi di serie”.

Passando agli altri piloti del Mondiale MXGP, veniamo al duello Cairoli-Herlings: te lo aspettavi l’olandese così in palla quest’anno? 

”Mi aspettavo un Herlings così forte, ma mi aspettavo anche che rischiasse molto di più. Ha lavorato sulla tranquillità e sull’utilizzo del motore e della moto. Non rischia più come prima, e usa il motore diversamente: marce lunghe per cercare di far strada e prendere meno rischi. Mi aspettavo un Herlings più irruente quando partiva dietro, invece ora ostenta tranquillità in ogni situazione e mantiene il suo passo, rimontando e scatenandosi negli ultimi giri. Abbiamo di fronte un Herlings cresciuto, che ha cambiato modo di correre e non fa più quelle gare extra-Mondiale che negli anni passati gli sono costate due titoli MX2”.

E ti aspettavi un Cairoli che fatica a tratti a reggere il confronto? Spesso è davanti, ma viene ripreso e sconfitto (è successo nelle ultime 9 manches, vinte tutte da Herlings): si ritrova ad avere anche 8-9” di vantaggio e chiudere poi alle spalle dell’olandese, una brutta mazzata a livello psicologico, non trovi?

”Devo dire che è difficile valutare Cairoli, perchè è un pilota molto intelligente e potrebbe anche aver impostato il suo Mondiale diversamente, non prendendosi rischi e scatenandosi negli ultimi GP. Va detto, però, che ormai la strategia di attesa non funziona più, dato che il distacco sta diventando importante ed Herlings vince da nove manches consecutive: posso dirti e dirvi però che psicologicamente Tony non viene minimamente scalfito da questo duello. È molto concentrato sul suo lavoro e non è moralmente intaccato dalle grandi gare di Herlings: si è trovato davanti a un grande campione, ma vedendoli entrambi dal vivo posso dire che non vedo un pilota più forte, ma un pilota più giovane. Non vedo fare ad Herlings cose che Tony non può fare, e non gli vedo ottenere risultati che Cairoli non può raggiungere: vedo soltanto un po’ di sana follia dettata da quei 10 anni in meno, che pesano anche a livello di condizione e forma fisica. Non diamo Cairoli per finito, il Mondiale è totalmente aperto: nel motocross può succedere di tutto (e infatti, poche ore dopo la nostra chiacchierata Herlings si è infortunato in allenamento: clavicola ko, salterà Ottobiano e tornerà in Indonesia), e da Tony Cairoli possiamo aspettarci rimonte impensabili”.

Tornando a TM, con quali aspettative arrivate a Ottobiano? Quali saranno i vostri obiettivi nell’MXGP di Lombardia?

”Le aspettative sono buone: Nagl è un pilota sabbiaiolo che vive e si allena a Lommel, e può fare molto bene. Le nostre moto non avranno nessun tipo di problema su quel tipo di tracciato, nè a livello di telaio, nè a livello di motore: abbiamo diverse configurazioni da combinare e alternare a seconda dei tracciati. Abbiamo una configurazione per il duro come abbiamo usato in Francia, e una più morbida e sabbiaiola da usare a Valkenswaard, Kegums e anche Ottobiano: per adesso, TM cercherà la top-10 sia con Nagl che con Bernardini, però è il GP di casa e vogliamo fare comunque bene. La pista più vicina alla ”nostra” Pesaro è quella di Imola, ma vogliamo onorare al meglio il weekend di Ottobiano e questa gara italiana”.

Abbiamo citato Samuele Bernardini, che sta faticando a trovare il ritmo in MX2: come valuti la sua stagione? Negli ultimi due GP ha faticato molto, in un’annata che l’aveva visto partire ad handicap per quel vecchio infortunio…

Sono molto deluso da Samuele, mi aspettavo un impegno maggiore. Ci sono piloti che si sono procurati infortuni simili al suo, tornando in moto a metà gennaio e facendo grandi cose: Lieber aveva lo stesso problema e si è presentato molto forte nel Mondiale, facendo bene in qualifica e disputando ottimi GP praticamente ovunque, a parte le ultime due per degli acciacchi. Bernardini non ci ha messo lo stesso impegno e voglia di riscatto, e tra l’altro sono deluso anche dalle sue scelte di sviluppo della moto: non le avevamo condivise assolutamente, ma ci sembrava giusto seguire la linea che ci aveva indicato e accontentarlo. Possiamo dire di aver avuto ragione, perchè i risultati non stanno premiando le idee di Samuele”.

Tra l’altro, per lui doveva essere l’anno della svolta, visto che deve cercare di accaparrarsi un ingaggio in MXGP per il 2019 (effettuerà il salto di categoria obbligato dalla 23-years-rule)…

”Assolutamente, perchè se vuole andare su una moto buona, deve fare un buon campionato. Quest’anno sono rimasti a piedi piloti importanti e campioni del mondo come Tixier, ed era rimasto a piedi Paturel che poi ha ottenuto in ripiego in corsa: dopo aver corso tre anni con una Yamaha ed essersi allenato da solo tutto l’inverno con una Honda con telaio in alluminio, è finito su una KTM col telaio in ferro e sta avendo bisogno di un grande periodo d’adattamento. Questo per dire che Samuele, se non si dà da fare, faticherà tremendamente a trovare una moto competitiva per l’anno prossimo, anche se abbiamo visto che con tutti questi infortuni, spesso anche piloti che non lo meriterebbero si ritrovano in squadre importanti”.

Siccome non avrete Bernardini in MX2 l’anno prossimo, quali sono le vostre idee per il prossimo pilota di TM nella seconda categoria del motocross?

”Abbiamo qualche trattativa in ballo, stiamo lavorando su questo. L’idea che abbiamo è quella di andare a lavorare sui giovani senza cercare un nome: preferivo avere qualcuno su cui possiamo investire, e andremo a pescare dall’Europeo, ingaggiando un talento che si sta mettendo in luce. Molto probabilmente sarà un pilota straniero, perchè non mi piace l’indirizzo che stanno prendendo i giovani italiani: sono deluso dal loro comportamento, non vedo ragazzi che si impegnano al 100% e noto piloti molto distratti dai social e dal mondo esterno e con poca voglia di sacrificio. A questo punto, meglio andare all’estero: non investiremo i nostri soldi su un italiano, in questo momento”.

Per quel che riguarda le altre serie motoristiche, quali sono i vostri risultati sin qui? Partiamo dall’enduro.

”Nell’Enduro siamo in testa al campionato italiano sia con Andrea Verona che con Davide Soreca, stiamo andando molto bene. Abbiamo subito un po’ l’ultima gara perchè Davide ha commesso qualche errore di troppo sabato e invece Verona ha avuto un calo importante perchè è stato segnato dalla perdita del papà: si è dedicato alla famiglia, agli studi e al lutto, ha girato veramente poco e lo dobbiamo giustificare. È un ragazzo fortissimo, ma perdere il padre a 20 anni non è facile da gestire per nessuno: siamo molto fiduciosi comunque per il prosieguo della sua stagione e di quella di Soreca (la classifica vede Cavallo su Beta con 114 punti, seguito da Verona a 89 e Soreca a 75). Eero Remes invece è stato davvero sfortunato: sabato aveva stravinto la prima manche in Estonia, mentre domenica è saltato dentro un guado e con una pietra ha rotto il carter dell’accensione. Non se n’è accorto e ha perso tutto l’olio per strada, quando è arrivato al controllo orario non c’era più olio e nessuno se n’è accorto perchè la crepa era piccola, e quando è stato il tempo di partire la moto si è fermata perchè non c’era più nulla da tutto il giro: abbiamo infilato un pesante zero dunque, però il campionato è ancora lungo e speriamo di recuperare (Remes, che corre nella E2, è secondo con 126 punti e un -26 da Alex Salvini)”.

Che ci dici invece di Chareyre e del Supermotard?

”Eravamo in vantaggio e avevamo vinto tutte le gare con Chareyre, piazzando molto bene anche Monticelli e Kejmar, che è in un team esterno ma con supporto ufficiale. Thomas è caduto malamente sabato, ha riportato un colpo alla testa e non ha potuto gareggiare, dunque ha incamerato due zeri ed è scivolato indietro in campionato (guida Kejmar con 124, seguito da Class a 120, Szymanski a 101 e Chareyre a 100). Abbiamo ancora possibilità di vincere il titolo e vediamo come e quando rientrerà Chareyre”.

Ringraziamo Marco Ricciardi per la consueta disponibilità!

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