Due gare. Tanto è bastato per cambiare le prospettive del mondo in Ducati. Improvvisamente, il brutto anatroccolo Jorge Lorenzo si riscopre un cigno meraviglioso, capace di sbattere così forte le ali e di nuotare così rapidamente da diventare imprendibile per il resto della compagnia. D’un colpo, Andrea Dovizioso commette più errori rispetto all’impeccabile 2017 e cestina, probabilmente, buona parte delle speranze iridate, nonostante ci sia ancora tanto da dire e fare. Nemmeno il prossimo pilota ufficiale Danilo Petrucci sembra aver perso l’appeal di qualche settimana fa, quando alimentava entusiasmo e convinzione nei tifosi della Rossa. In fondo, ora è tempo di interrogativi.

Siamo proprio sicuri che fosse impossibile gestire in modo migliore la convivenza del binomio Lorenzo-Ducati? Vedere il “Por Fuera” tornare a guidare con la sua fluidità e la sua tranquillità, ora che tutto è finito, fa gonfiare a dismisura le amarezze ed i rimpianti. Il rimorso principale riguarda la poca fiducia nei confronti del maiorchino, presto finito nel dimenticatoio per effetto dei successi di Dovizioso. Vittorie importanti perché capaci di alimentare un sogno iridato incredibile, ma anche deleterie per la scarsa prontezza nella gestione delle forze nel box rosso. Era veramente impossibile pensare di puntare al Mondiale con il “Dovi” e, al contempo, seguire la filosofia lorenziana cercando di mettere a suo agio il maiorchino passo dopo passo? Dall’esterno, guardando l’andamento degli ultimi dodici mesi ed ascoltando le dichiarazioni dei protagonisti, si ha la sensazione di un accantonamento del “Por Fuera” ancora prima che iniziasse la stagione 2018. La Ducati non è stata squadra vera nei confronti di Jorge, non lo ha tutelato negli insuccessi delle uscite iniziali, consegnandolo in pasto alle eccessiva pressioni mediatiche. Lorenzo non si è dimenticato del mancato supporto. Ha incassato le stoccate, si è caricato ed ha colpito a sua volta, lasciando un segno profondo.

Il bottino del cinque volte campione del mondo recita 66 punti, tanti e quanti quelli dell’elogiato compagno Dovizioso. Anzi, virtualmente, Jorge sarebbe addirittura davanti per effetto delle due vittorie consecutive tra Mugello e Montmelò. Nessuno se lo sarebbe mai aspettato fino a due gare fa, ma, al momento, il “Por Fuera” è il top driver della Rossa più in forma e la vera punta in ottica Mondiale. La rincorsa iridata è ancora possibile, sebbene sia resa durissima dalla presenza di un fuoriclasse come Marquez e, paradossalmente, proprio dall’avvio reso balbettante per via delle incomprensioni con il box. Il vero problema sarà un altro: dopo le recenti uscite di Dovizioso e Domenicali, piuttosto pungenti verso lo spagnolo, Lorenzo avrà un occhio di riguardo per la propria scuderia o non avrà problemi ad attaccare anche i suoi ormai ex compagni di marca senza porsi troppi scrupoli? Alla pista l’ardua sentenza. Ma le brutte sensazioni in Ducati persistono più forti che mai.

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