5 marzo 2017: Samuele Bernardini vive un weekend da sogno nell’infernale circuito di Pangkal Pinang, che stravolge gli equilibri della MX2. Dopo aver chiuso all’ottavo posto in gara-1, l’italiano domina nettamente gara-2, vincendola col vantaggio abnorme di 1’33”8 sul secondo classificato e in condizioni davvero avverse: il risultato lo porta ad ottenere 38 punti complessivi nel GP, chiuso al secondo posto alle spalle di Seewer, e a ottenere una strepitosa vittoria per TM Racing, che porta a casa una manche in MX2.

Sembra essere l’inizio di una bellissima favola, e invece dopo quel successo il mondo di Samuele Bernardini è andato pian piano a rotoli: i risultati seguenti non sono stati all’altezza dell’exploit indonesiano, e dopo otto gare il pilota nativo di Arezzo si trovava a quota 111 punti. Poi è arrivato il brutto infortunio al ginocchio, una lesione al legamento crociato che l’ha fermato fino al termine del campionato e non lo vedeva al 100% del suo recupero neppure quando l’abbiamo intervistato a Eicma. Nonostante tutto, si pensava al pronto riscatto di Bernardini nella MX2 2018, in quello che per lui è l’ultimo anno nella categoria prima del salto obbligato in MXGP per la tanto contestata ”23-years-rule”, ma i primi risultati del 2018 sono stati a dir poco peggiori delle attese.

Samuele non è riuscito ad entrare in forma, e secondo alcuni addetti ai lavori si è allenato poco e male, andando così a inficiare il proprio recupero. Il miglior risultato del portacolori della TM è stato il 7° posto nella gara-1 di Kegums (Lettonia), e dopo quel buon piazzamento c’è stato un progressivo declino, che ha portato all’assoluto disastro di Ottobiano: un Bernardini in crisi psicologica e tecnica, dato che come aveva dichiarato Marco Ricciardi ai nostri microfoni ha sbagliato totalmente l’indirizzo nello sviluppo della sua moto, ha vissuto un autentico weekend da incubo. In gara-1 è partito discretamente, ma è crollato fisicamente dopo una decina di minuti, alzando il proprio ritmo di 3” e cadendo due volte: a quel punto, quando aveva accumulato un ritardo abnorme, ha chiuso la propria gara con sei giri d’anticipo. In gara-2, invece, dopo essere partito bene e aver difeso per un paio di giri il 9° posto, è crollato ed è caduto di nuovo, tornando ai box per sistemare rapidamente la moto e ripartire: la sua gara si è conclusa col 16° posto e 5 punti, ma soprattutto con due giri di distacco. Insomma, un weekend nel quale Samuele Bernardini ha deluso le attese di tutti e anche del padre venuto appositamente a vederlo, ma soprattutto è apparso a tratti ”scollegato” dalla gara: e così, a un anno e tre mesi dall’exploit indonesiano, il pilota toscano vive il momento più complicato della sua carriera.

Dopo 11 GP si trova in 16a posizione nella classifica generale della MX2 con 119 punti, un bottino esiguo e inadeguato per chi doveva fare una grande stagione e conquistarsi una moto per il 2019. Oltre a tutto questo, ci sono le brutte prestazioni degli ultimi GP, che hanno preso TM Racing a prendere provvedimenti: Samuele Bernardini non verrà portato in Indonesia per le due gare asiatiche, col team che, piuttosto che esporsi a nuove figuracce, ha deciso di lasciarlo direttamente a casa e non mandare la sua moto a Semarang e Pangkal Pinang. Una mossa nata sia per punire Samuele, che per provare a scuoterlo: se non si riprenderà, potrebbe anche non chiudere la stagione con TM, e soprattutto difficilmente troverà una moto per il 2019. E non trovare una moto per l’anno prossimo vorrebbe dire chiudere una carriera che sembrava promettente a soli 24 anni: insomma, speriamo che Samuele Bernardini si riprenda dalla sua crisi, che lo porterà a saltare quel GP che l’aveva segnalato all’attenzione generale. Dall’Indonesia all’Indonesia, e chissà che questo schiaffo morale non riesca a restituirci il Bernardini che tutti conosciamo.

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