La proprietà commutativa vale anche per la Superbike. Cambia l’ordine di partenza, si susseguono le combinazioni possibili, ma alla fine comanda sempre lui, Jonathan Rea. Il Cannibale della Kawasaki, stavolta, non si ferma al successo in gara 1, come accaduto a Brno. A Laguna Seca, arriva la doppietta tonda, ribadendo una superiorità netta, sia in pista che in classifica generale.

Non basta il regolamento che impone la griglia “invertita”, con il podio della prima manche retrocesso in terza fila, a mutare l’esito della contesa. Al via, lo spunto migliore è quello di Eugene Laverty. La sua Aprilia fila rapida lungo i curvoni californiani. Dietro di lui, si consuma la rimonta da antologia del campione del mondo in carica. Johnny scavalca uno dopo l’altro gli avversari che si trova davanti. Il ritmo nella prima metà di gara tenuto dal numero 1 è impressionante: mai sopra l’1’23”800, eseguendo traiettorie perfette con una regolarità pazzesca. In sette tornate, Rea acciuffa Laverty e lo infila. In una manciata di giri, il distacco tra la Kawasaki e l’Aprilia è già incolmabile, come da copione.

Mentre il Cannibale imposta la sua marcia in modalità crociera, alzando leggermente i tempi, si lotta per comporre il podio. Chaz Davies avvia la sua rimonta da metà corsa, portandosi negli scarichi di Laverty. Il confronto è duro e serrato. La spunta il ducatista grazie ad un’entrata dura, ma corretta sull’irlandese. Vedendo una simile bagarre, si ingolosisce Alex Lowes. Lo yamahista recupera terreno, ma trova nel compagno di squadra Michael Van der Mark un ostacolo inatteso. Il duello si protrae fino al terzultimo giro, quando un attacco deciso dell’inglese all’ingresso del Cavatappi, la esse più complessa del circuito, fa la differenza. Non basta, tuttavia, a conquistare il podio, ma rimane un quarto posto consolatorio. Sesta piazza per un ottimo Xavi Fores, che chiude davanti a Torres su MV Augusta. Deludente l’ottavo posto di Tom Sykes, a dimostrazione della grande differenza fatta da Rea con la “Verdona”. Chiudono la top ten Gagne e Baz. A punti anche Mercado, Ramos, Camier, Hanika e Hernandez.

In classifica generale, il Cannibale Johnny fugge via con 75 lunghezze di vantaggio su Davies. Senza l’intoppo di Brno, sarebbe già partito un virtuale countdown verso il quarto Mondiale. Alla faccia di chi sperava in un suo ridimensionamento. Buone notizie anche per Chaz, che, in ottica secondo posto, tiene a bada l’armata Yamaha scatenatasi nelle ultime uscite. Sempre più cupo il campionato di Marco Melandri, scivolato nelle prime battute, come Lorenzo Savadori. Dopo la doppietta di Phillip Island, “Macho” ha perso terreno e convinzione. Il Mondiale è ormai compromesso, ma a Misano ci si attende un segnale forte.

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