F1

Tutto il contrario di tutto. Sembrava una corsa già assegnata. Nitido il copione recitato egregiamente dall’armata Mercedes per tanti anni. Pole position e prima fila ieri con Valtteri Bottas davanti a Lewis Hamilton ed il mondo dietro di una casella, ma sostanzialmente lontanissimo. Ed invece il pomeriggio dell’A1 Ring ribalta ogni certezza. Si intuisce che ci sia qualcosa di insolito quando, dopo il solito eccellente start, le Frecce d’Argento non riescono a scavare il solco. Alle loro spalle, invece, tiene botta a sorpresa la Red Bull di Max Verstappen, seguita da Kimi Raikkonen, Daniel Ricciardo, Romain Grosjean, Kevin Magnussen e Sebastian Vettel, alle prese con uno start problematico. Il Ferrarista, comunque, risale fino alla sesta posizione, ma fatica a trovare il giusto ritmo.

Lentamente il gruppo si sgrana, ma il colpo di scena è dietro l’angolo. Al tredicesimo giro si ferma Bottas, tradito da un problema meccanico. Ammutolisce la Mercedes, piuttosto disabituata a simili scenari. Va in testa Hamilton, ma dal muretto vanno in tilt al momento dei pit stop fatti da Ferrari e Red Bull in regime di Virtual Safety Car. Così, quando il britannico effettua la sosta e rientra in pista, si trova dietro a Verstappen e Ricciardo ed a sandwich tra le Rosse.

Da metà gara, le vetture di Maranello cambiano passo. Kimi infila l’australiano della scuderia austriaca, ritirato poco dopo, mentre Seb passa Lewis, in crisi con le gomme. Qualche tornata dopo l’inglese è vittima di un problema tecnico. Disastro totale per la Mercedes, che perde la leadership nel costruttori e vede il margine del proprio pilota di punta in classifica generale ridursi drasticamente. Ne approfitta Vettel che chiude terzo. Raikkonen tenta disperatamente di rimontare su Verstappen, ma l’olandese riesce a conquistare la prima vittoria stagionale. A punti anche Grosjean, sorprendentemente quarto, Magnussen, Ocon, Perez, un eroico Alonso, ottavo dopo la partenza dai box, un incredibile Leclerc, davanti al compagno Ericsson. Mondiale riaperto e più pazzo che mai. Si ha la sensazione che i colpi di scena non mancheranno nemmeno in futuro.

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