Duro, imprevedibile, incerto. Il Mondiale MXGP 2018 è indubbiamente uno dei più combattuti degli ultimi anni. Solamente dodici punti separano il leader della classifica Jeffrey Herlings dal primo degli inseguitori, il campione del mondo Antonio Cairoli. Un distacco minimo frutto di diversi fattori. In primis c’è la sfortuna che ha colpito l’olandese nella settimana di avvicinamento al round di Ottobiano: frattura alla clavicola e addio GP di Lombardia. Un week end regalato all’italiano, bravo a fare bottino pieno con i 50 punti in palio, erodendo gran parte delle 62 lunghezze di svantaggio, e ad avvicinarsi considerevolmente in classifica generale. Insomma, un campionato riaperto grazie alla sorte, ma anche per effetto della caparbia ostinazione di Tony nel non abdicare.

Tuttavia, tiene banco anche l’esito del Gran Premio d’Indonesia. Ci si attendeva che il gap preesistente all’appuntamento asiatico si colmasse grazie ad un Cairoli rigenerato e ringalluzzito dalla rimonta. Invece, a sorpresa, Herlings ha retto l’urto in gara 1, chiudendo al secondo posto e si è imposto nella seconda manche, approfittando degli errori di Tonino, specialmente negli ultimi due passaggi, quando il siciliano non è riuscito a concretizzare in un proprio vantaggio la scivolata dell’olandese. Dunque, nulla di fatto per la classifica generale, ma le valutazioni possibili sono assolutamente contrastanti tra loro.

Innanzitutto, KTM è nettamente la moto più competitiva della categoria. Se Herlings e Cairoli possono permettersi di correre acciaccati o di commettere errori senza incappare in gravi conseguenze, significa che siamo di fronte sia a due fuoriclasse, sia ad un mezzo nettamente superiore. Si potrebbe paragonare il dominio austriaco a quello della McLaren-Honda del 1988 in F1. Impossibile pensare, infatti, ad un declino precoce e contemporaneo di talenti come Gajser, Febvre o Desalle.

In secondo luogo, data la difficoltà di vedere una grossa crisi dei due piloti KTM, conquistare più di dieci punti nell’arco dell’intero week end al collega risulta impresa assai complessa. Dunque, per Cairoli si tratta di un fine settimana da bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Volendo ben vedere, Tony ha dalla sua la miglior condizione fisica ed ha sempre a portata di tiro l’olandese che non può permettersi altri passi falsi. Per di più, l’avvicinamento di Jeffrey ai vari GP non potrà più essere sereno come avvenuto finora, ma dovrà necessariamente tenere conto dell’infortunio, allenandosi con cura per evitare ricadute. Insomma, il momento sembra favorevole a Cairoli. Tuttavia, la seconda manche indonesiana lascia aperti altri interrogativi: se nemmeno un Herlings convalescente perde punti, come sarà quando ritornerà a pieno regime? Ed il nove volte campione del mondo non starà iniziando a sentire la pressione di non poter fallire? In fondo gli errori di gara 2 sembrano indizi incontrovertibili. Così pare, perché poi il motociclismo cambia nel giro di pochi decimi di secondo. E le verità dell’istante precedente possono trasformarsi in incredibili bluff.

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