Si dice che la calma sia la virtù dei forti. Indubbiamente, la pazienza è una dote importante anche per chi è abituato a valutare il proprio mondo a 200 chilometri all’ora. Sorprende, tuttavia, se a mostrare questa qualità è Marc Marquez, uno dalla fama di pilota portato all’esagerazione e spesso vittima della foga. Certo, non si può non affermare che il Cabroncito abbia perso d’un tratto i suoi eccessi. Ci pensa il percorso del campionato in corso a testimoniare sia lo strapotere che le esuberanze del catalano.

In generale, però, colpisce maggiormente la solidità del numero 93. L’intesa con la Honda raggiunge livelli impressionanti gara dopo gara. Guai a dare per scontati simili risultati limitandosi a constatare la presunta superiorità della casa giapponese. L’armata HRC è riuscita a partorire un mezzo notevolmente migliorato rispetto agli ultimi tre campionati, ma il vero salto di qualità avviene se la moto nipponica finisce tra le mani di Marquez. Una metamorfosi resa possibile anche da un metodo di lavoro aggiornato. A differenza delle stagioni precedenti, Marc trascorre molto più tempo alla ricerca del set up ideale. Sperimenta diverse situazioni, simula possibili episodi di gara, analizza ogni dettaglio con grande attenzione. La versione dello spagnolo velocissimo e alla ricerca di un proprio limite, anche a costo di incappare in una caduta, sta sbiadendo a favore di un Cabroncito più maturo e scrupoloso, con un approccio diverso.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Marquez vince in ogni modo, fuggendo via dalle grinfie degli avversari o demolendo la concorrenza nella bagarre. Trionfa con la lucidità di uno stratega che ha preparato abilmente la battaglia nei minimi dettagli. In altri tempi, difficilmente il catalano avrebbe agito con questa consapevolezza, lasciando che le pulsioni agonistiche prendessero il sopravvento. Il nuovo Marc corre diversamente, anteponendo la tattica alla velocità. È l’ennesimo segnale della crescita di un ragazzo prodigioso. Non è dato sapere a quale punto della sua evoluzione siamo giunti. Certamente, con Marquez si ha sempre l’insolita impressione che il meglio debba ancora venire. Beata gioventù…

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