Tre indizi fanno una prova. Nico Rosberg non ha alcun esitazione ad utilizzare il termine “crisi” a proposito del recente momento di Sebastian Vettel. Un’affermazione forte, apparentemente esagerata, guardando la classifica, con il pilota della Ferrari in seconda posizione. Eppure, le parole dell’ex campione del mondo di F1 rivelano una profonda verità. “Seb” sta vivendo una situazione particolarmente complessa. È veloce, probabilmente dispone del miglior mezzo, ma non sta capitalizzando al massimo le occasioni disponibili. Lo si è intuito a Baku, con le errate misure nel sorpasso a Bottas, gettando alle ortiche una possibile vittoria. Si è visto a Le Castellet, con il tamponamento sempre ai danni del finlandese della Mercedes. E poi, per completare il tris, ecco il fuoripista ad Hockenheim.

Ma quali sono le ragioni di questa crisi? Indubbiamente il principale problema è la scarsa rilassatezza del tedesco. Ad influire su questo particolare stato psicologico c’è la pressione di dover ottenere il massimo risultato possibile, ovvero il Mondiale. Non ci sono alibi legati alla competitività della vettura, dato che la Ferrari vola in qualifica ed in gara. Forse, è la miglior versione della Rossa dai fasti dell’ultimo titolo iridato, conquistato con Kimi Raikkonen nel 2007. Aggiungiamoci anche l’avversario da battere per aggiudicarsi il campionato: Lewis Hamilton sta mostrando un grado di maturazione incredibile. Il britannico è cinico, concreto, meno distratto e più preciso, proseguendo nella metamorfosi avviata all’indomani della sconfitta mondiale nel 2016 contro l’acerrimo rivale Rosberg. Da quella beffa, l’ex pupillo McLaren ha smesso di commettere errori. L’unica vera sbavatura nelle ultime due stagioni è la partenza a rilento a Silverstone. Per il resto, Lewis ha rasentato la perfezione. Difficile dunque avere la meglio di un fuoriclasse di questo livello. Tuttavia, Vettel avrebbe tutte le carte per vincere il titolo. Manca la concretezza alla base dei suoi successi negli anni della Red Bull. Il “Seb” impeccabile nelle scelte da prendere sembra aver ceduto il sedile della monoposto ad una copia sbiadita di sé. Nervoso e falloso nelle domeniche complicate, esaltante e dominante quando tutto gira per il verso giusto, in un’altalena di risultati.

Come si può uscire da questa situazione? Solo il ferrarista conosce una risposta precisa a questa domanda. Indubbiamente, una soluzione sta nel commettere meno errori possibili, nel saper gestire la foga del pilota sempre a caccia di un successo o all’arrembaggio. E sicuramente è saggio imparare sempre qualcosa dagli avversari. Hamilton è tornato a vincere migliorando ed apprendendo da Rosberg l’arte della formichina, sempre pronta a fare provviste. Un modus operandi perfezionato dall’unione con il talento di Lewis. Allo stesso modo, Vettel deve fare tesoro di questa situazione. Il Mondiale non è compromesso, ma un nuovo errore potrebbe sancire la fine delle speranze iridate nel 2018. Chissà se, spalle al muro, “Seb” tirerà fuori il meglio di sé.

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