I piloti della Formula 1 stanno disputando le prime libere in Ungheria, che deciderà quale sarà il leader del Mondiale prima della sosta estiva e del rientro sul circuito di Spa-Francorchamps, ma la pista non l’unico argomento della settimana attuale. In casa-Ferrari si pensa ovviamente all’omaggio a Sergio Marchionne (sul telaio della SF71-H c’è una banda nera) e al cordoglio per l’ex presidente, deceduto mercoledì dopo una lunga malattia che era stata nascosta a tutti fino all’ultimo e a quando il ricovero è stato inevitabile, ma le altre scuderie vedono impazzare il mercato-piloti. Ci sono infatti alcuni slot liberi da riempire nella griglia 2019, andiamo a fare un punto sulla situazione.

SAINZ-OCON, DESTINI INCROCIATI. E RICCIARDO CHE FA?– Mercedes ha rinnovato Bottas, chiudendo le porte della casa-madre a un Esteban Ocon frenato da una Force India poco competitiva nel 2019, ma non abbandonerà il talento francese, che vede il suo destino incrociarsi con quello di Carlos Sainz. Lo spagnolo, che ha corso con Renault, sembra infatti il favorito per subentrare a Stoffel Vandoorne sulla McLaren l’anno prossimo: il belga delude e affonda gara dopo gara, non reggendo minimamente il confronto con Fernando Alonso. La vettura è poco competitiva (cosa che ha scongiurato Ricciardo e altri pretendenti), ma comunque ambita, visto che la scuderia di Woking si sta ridisegnando ai vertici e punta a migliorare nel 2019, sfruttando l’addio tra Red Bull e Renault per avere condizioni migliori col costruttore francese: ecco perchè Sainz potrebbe approdare al fianco di Alonso, e tra l’altro lo stesso pilota non ha negato l’ipotesi. Sullo sfondo c’è la promozione immediata di Lando Norris, ma si sta valutando anche un prestito in un team ”minore” (Toro Rosso al posto di Hartley?) per farlo crescere con comodo.

Il destino di Sainz è legato a quello di Ocon, che vuole ”scappare” dalla Force India. La scuderia anglo-indiana passerà di proprietà al termine del 2018 e ha enormi difficoltà economiche, e dunque il francesino ha chiesto a Mercedes di trovargli un team migliore: l’addio di Sainz lo renderebbe il favorito e il prescelto per un sedile in Renault, ovviamente in ”prestito” dalla scuderia tedesca. Renault che ha dovuto rinunciare al sogno di ingaggiare un top-driver come Daniel Ricciardo, che però è al centro di un mezzo caso: ha definito il rinnovo con Red Bull qualche settimana fa, dopo aver constatato che Ferrari e Mercedes non avrebbero puntato su di lui e aver valutato negativamente McLaren e Renault, che lo volevano come primissima guida. Per l’assenza di alternative, ha accettato un ingaggio ribassato e il ruolo contrattuale da seconda guida alle spalle di Verstappen, ma c’è un però: l’accordo è definito da oltre un mese, ma nonostante questo deve ancora essere ufficializzato. Nel paddock si vocifera di una divergenza sulla durata del contratto: Ricciardo vuole un solo anno per tentare un altro assalto a un sedile-Mercedes (Bottas ha rinnovato fino a fine 2019), Red Bull dice ”due anni o nulla”. La sensazione è che le parti si andranno incontro, magari inserendo una clausola liberatoria per annullare il contratto a fine 2019: in caso di clamorosa e impronosticabile rottura, occhio a Sainz in Red Bull e a nuovi interessanti incroci di mercato.

FERRARI: RAIKKONEN O LECLERC? L’ANNUNCIO A MONZA– Prima della morte di Sergio Marchionne, lo scenario in casa-Ferrari sembrava ben definito: addio a Kimi Raikkonen, combattuto tra il ritiro e un altro anno in F1 (ritorno in McLaren o stagione ”da chioccia” in Sauber?), e promozione dell’ottimo Charles Leclerc, che ha ottenuto 13 punti con una Sauber-Alfa Romeo decisamente disastrosa dal punto di vista velocistico e prestazionale. Un percorso simile a quello che avrebbe dovuto fare Jules Bianchi, colui che ha avuto un ruolo fondamentale nella carriera del monegasco: quando Charles era bambino, Jules lo portava alle sue prime corse, e i due erano amici e di fatto fratelli. Ora Leclerc sogna il grande salto, e di prendere un sedile che gli spetterebbe: Marchionne spingeva per questa soluzione, simile a quella attuata dalla ”vecchia” Ferrari con Felipe Massa, che venne affiancato a Schumacher nell’ultimo anno di carriera del tedesco.

Ma ora, dopo la sua morte, tutto potrebbe cambiare. Il nuovo board della Ferrari, con John Elkann presidente e Louis Camilleri amministratore delegato (dopo anni da consigliere), sta valutando cosa fare riguardo alla seconda guida da affiancare a Vettel. Le quotazioni del nuovo rinnovo per Kimi Raikkonen, così da non stravolgere tutto in un anno che sarà complicato dopo la morte del presidente e fautore del rilancio della Rossa e di FCA in generale, stanno salendo in questi giorni: la decisione non è comunque ancora presa, e dovrebbe essere annunciata nel weekend di Monza (si correrà il 2 settembre). Con Leclerc in Ferrari, Raikkonen dovrebbe decidere del suo futuro. Col rinnovo di Kimi, invece, si aprirebbero al 90% le porte della Haas (dove salterà Grosjean) per Leclerc, che vivrebbe così un anno su una monoposto che ha sorpreso quest’anno e farebbe una stagione di transizione: la promozione del monegasco, qualsiasi sia il suo futuro, aprirebbe le porte della F1 ad Antonio Giovinazzi, che sta già svolgendo qualche sessione di libere con la Sauber e sogna (finalmente) di poter disputare una stagione in F1.

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