È un week end da capogiro. In pochi si sarebbero attesi il guizzo della Mercedes dopo le difficoltà delle prove libere. Il doppio testacoda di Lewis Hamilton e Valterri Bottas lasciava presagire il peggior esito possibile ed invece la pioggia benedetta delle qualifiche è stata il preludio di una domenica parzialmente esaltante per le Frecce d’argento.

Impeccabile il campione del mondo: fin dal via si intuisce che all’Hungaroring sarà “Hammer time”. L’anglo-caraibico scatta in modo impeccabile ed imprime un ritmo forsennato alla gara. Giro dopo giro, Lewis costruisce un vantaggio rassicurante sugli inseguitori, il primo dei quali è il compagno Bottas. La Ferrari, dal canto suo, non sta a guardare. C’è la convinzione di poter sovvertire l’ordine di classifica grazie al passo gara. Idea che si rivelerà poi priva di fondamento. Infatti, nemmeno il pit stop ritardato di Sebastian Vettel, salito preso in terza posizione, rispetto alle Mercedes riesce a scardinare il dominio dei tedeschi. L’unica sosta consente a Seb di avvicinarsi alla seconda Freccia d’argento, trovando però il varco giusto per il sorpasso solamente ad una manciata di giri dalla conclusione. Troppo tardi per riprendere Hamilton, sempre saldamente in testa. Il secondo posto serve solamente a non perdere eccessivamente contatto dall’inglese.

L’infilata di Vettel ai danni di Bottas diventa un assist per Kimi Raikkonen. Il finlandese della Ferrari fa il gregario nelle prime tornate, ma sfrutta l’occasione fornitagli dai duelli dinnanzi a lui e coglie un podio prezioso. Per Valterri, invece, i guai non finiscono qui: il finale di gara diventa un calvario chiuso mestamente in quinta posizione, dietro anche all’arrembante Daniel Ricciardo. L’australiano è l’unico superstite del disastro Red Bull, dato il ritiro di Max Verstappen. Seguono a punti Gasly sesto, Magnussen settimo, Alonso ottavo, Sainz nono e Grosjean decimo. In classifica generale, Hamilton fugge via. La rincorsa iridata della Ferrari è sempre più complicata.

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