La Formula 1 si fermerà fino al 26 agosto, quando i piloti torneranno in gara per il sontuoso GP del Belgio a Spa-Francorchamps, ma prima di prendersi qualche giorno di vacanza i piloti sono stati impegnati coi consueti test di metà stagione. Budapest, come di consueto, è stata l’occasione per vedere in pista, collaudatori, giovani promesse e seconde guide in cerca di indicazioni sullo sviluppo della monoposto: andiamo a tracciare un bilancio delle due giornate di test.

DAY 1: GIOVINAZZI SUPER SULLA FERRARI– Il primo giorno dei test di Budapest è all’insegna di Antonio Giovinazzi: il barlettano completa 96 giri sulla Rossa, mostra un gran passo tutta la giornata e chiude col favoloso crono di 1.15.648 realizzato con hypersoft e valido per la position. Così facendo Antonio dimostra di poter stare tranquillamente in F1, e continua a sognare un sedile che potrebbe arrivare nel 2019 e alla guida di una Sauber. Dietro di lui, proprio una delle vetture di Hinwill, con Ericsson secondo a 2”5: Giovinazzi è stato l’unico a usare gomme hypersoft nel finale, mentre gli altri si sono concentrati sul passo e Haas addirittura non si è presentata per anticipare le vacanze di piloti e tecnici. Terzo Hartley a 3”603, davanti a Lando Norris e George Russell (4”143) su Mercedes. Solo sesto un Ricciardo che ha lavorato con moltissimo carburante, prendendosi 4”206 di ritardo: dietro di lui Latifi (Force India), Hulkenberg, Rowland (Williams) e Gelael su Toro Rosso: il monegasco ha svolto un test Pirelli, sfiorando i 6” di distacco.

DAY 2: RECORD DELLA PISTA PER RUSSELL, OTTIMO RAIKKONEN. GIOVINAZZI SI CONFERMA– Il secondo giorno dei test di Budapest ha confermato le indicazioni del giorno precedente, ma ha visto una Mercedes davanti a tutti. Si tratta della monoposto guidata da George Russell, leader della F2 e prossimo pilota della scuderia che rileverà Force India nel 2019 (è tutto scritto) o di Williams col consueto prestito dalla casa-madre tedesca: il britannico e campione della GP3 ha stampato un sontuoso 1.15.575 con mescola hypersoft, fermando le lancette su un tempo che vale il record della pista ed è stato realizzato in condizioni da qualifica. Chi però ha impressionato, è Kimi Raikkonen con Ferrari: il finnico ha trovato un 1.15.805 con mescola soft e ha confermato le sensazioni. Senza pioggia del sabato, Ferrari avrebbe monopolizzato la prima fila e forse vinto la gara: non è successo, e Kimi ha fallito l’assalto al miglior tempo odierno sbagliando nell’ultimo settore e chiudendo a 74 millesimi dal rookie inglese. Tante prove per Ferrari, e anche per Red Bull: Jake Dennis, 23enne che corre nelle Blancpain GT Series e lavora al simulatore della casa austriaca, ha chiuso terzo a 1”4 dai migliori, ma soprattutto ha completato 131 giri e chiuso letteralmente sfinito e col collo in fiamme. Qualche errore di troppo per Mazepin, terzo pilota di Force India che ha causato due bandiere rosse e ha chiuso quinto, mentre Antonio Giovinazzi si è confermato: dopo l’ottima giornata di ieri, ha chiuso quarto a 1”983 con la Sauber-Alfa Romeo, girando due decimi più veloce del tempo fatto registrare ieri da Ericsson. Dopo di lui Mazepin, con Kubica sesto a 2”876 e soddisfatto del suo lavoro per una Williams sin qui disastrosa: dietro al polacco, ecco Norris su McLaren, Markelov (Renault), Gelael (Toro Rosso) e il duo Gasly-Hartley all’ultimo posto, ma dopo aver lavorato con mescole dure e sulla resistenza dell’auto.

Ora il circus si ferma, e riprenderà a girare venerdì 24 agosto a Spa.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *