La situazione di Force India sembrava essersi finalmente sistemata due settimane fa, e invece la scuderia anglo-indiana sarebbe ancora in alto mare. Prima del GP d’Ungheria Force India era stata messa in amministrazione controllata per gli ingenti debiti: debiti milionari nei confronti di banche e investitori, ma anche verso Mercedes (per la fornitura delle power unit) e verso Sergio Perez. Era stato così nominato un amministratore unico, che oltre a fare da vero e proprio curatore fallimentare, aveva anche il compito di trovare un acquirente per l’acquisto della scuderia.

E, proprio quando il fallimento sembrava inevitabile, e con esso la perdita di moltissimi posti di lavoro, ecco arrivare gli ingenti fondi di Lawrence Stroll, che ha comprato il team insieme a un pool di imprenditori, con lo scopo neanche troppo nascosto di trovare un sedile in Formula 1 al figlio Lance, in odor di licenziamento da una Williams sempre più disastrosa (anche per colpa sua). Tutto sembrava risolto dunque, con l’arrivo di una compagine finanziariamente solida che poteva mantenere gli elevati standard della F1, e invece ecco dei nuovi problemi per Force India. Dopo l’acquisto da parte di Stroll sr, serviva il consenso delle 13 banche indiane che erano creditrici nei confronti di Vijay Mallya per considerare chiuso il passaggio di proprietà della società e dare una formale continuità aziendale.

Non è arrivato in tempo, e così l’acquisto di Force India è stato visto come un acquisto unilaterale da parte di una nuova società, senza quella continuità aziendale stabilita dal regolamento della Formula 1 per consentire la prosecuzione del campionato. Di fatto, è come se col passaggio agli Stroll sia nata una scuderia totalmente nuova, che verrebbe chiamata a correre con un nuovo nome e titolo sportivo, non potendo rilevare quelli di Force India, e non si è ancora capito se i contratti in essere verrebbero ritenuti validi (come quando un negozio/azienda passa di proprietà), oppure andranno ridiscussi, visto che subentrerebbe una nuova società.

La situazione è surreale, e l’hanno notato i giornalisti accreditati in Belgio per il GP che si correrà domenica a Spa-Francorchamps: i meccanici di Force India, che aveva già eliminato il title sponsor Sahara dal suo nome e marchio col cambio di board dirigenziale, stanno cancellando in fretta e furia il nome della scuderia dai box, dai camion e da ogni mezzo a loro riconducibile. Force India potrebbe cambiare nome, e passare grossi guai: entrando in F1 come se fosse un team appena iscritto, potrebbe non ricevere la quota dei ricavi della F1 che ha maturato negli scorsi mesi. Servirebbe l’ok di tutti i team, ma tre hanno posto il veto.

E così, mentre si attende che la FIA prenda una posizione in merito quando mancano 36 ore circa alla prima sessione di prove libere, Force India rischia seriamente di non poter partecipare al GP del Belgio. Le pendenze giuridiche e ”nominali” andranno risolte a breve e prima di venerdì mattina, altrimenti niente GP per Ocon e Perez: tutto potrebbe cambiare solo qualora la FIA decidesse di ammettere ugualmente il team, magari sub-judice e con la vecchia deminazione, consentendogli di mantenerla ugualmente fino a fine anno. Sarebbe la soluzione più logica, ma potrebbe succedere di tutto, e molti siti del settore sono pronti a scommettere che Force India (che, da regolamento, potrebbe cambiare nome solo nel 2019) non sarà in gara a Spa.

La desolazione del camion senza nome di Force India: i meccanici sono stati costretti a rimuovere ogni riferimento alla vecchia denominazione del team

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