La MXGP 2018 è un campionato a due velocità. C’è chi vive una realtà a parte, fatta di vittorie a raffica e giornate da protagonista. Una dimensione targata rigorosamente KTM, più che mai cannibale nei confronti della concorrenza. E poi c’è il resto del mondo, a caccia di un podio o di un piazzamento in top 5 oltre che della terza piazza in classifica. Una suddivisione ben chiara se si osserva la generale.

Nella prima categoria rientrano Jeffrey Herlings e Antonio Cairoli. I due piloti della casa austriaca stanno facendo un campionato a parte rispetto al resto del gruppo. Hanno vinto tutte le manche ed i GP a disposizione, ad eccezione dell’appuntamento russo. Un dominio schiacciante, figlio dell’elevato tasso tecnico di entrambi i centauri e della superiorità del mezzo. Difficile ricordare un simile dominio. Altrettanto complesso trovare un campionato vissuto all’insegna dei record. Basti pensare che l’olandese sta viaggiando verso il primato assoluto di punti. Infatti, attualmente, Herlings si trova distante solamente 28 lunghezze dal precedente miglior punteggio, siglato nel 2013 da quel Cairoli che lo insegue in classifica, realizzando a sua volta numeri da capogiro, in altri anni potenzialmente da titolo iridato. Il sogno del siciliano di conquistare il decimo alloro, forse, sfumerà di fronte alla cavalcata oltre ogni limite del compagno di marca. Volendo ben vedere, un paradosso clamoroso e beffardo per una leggenda come Tonino.

Nella seconda categoria, quella degli umani, ci sono tutti gli altri piloti. Spicca in particolar modo una triade di top rider lodevoli per tenacia, talento e continuità: Clement Desalle, Romain Febvre e Tim Gajser. Il belga della Kawasaki è l’unico ad aver interrotto il dominio totale griffato KTM, imponendosi nel round russo. Un traguardo incredibile, che rende la sua stagione meravigliosa a prescindere da quale sarà il piazzamento finale. Ha fatto più fatica il francese campione del mondo MXGP nel 2015. Tanti alti e bassi nel suo percorso, ma da metà stagione in poi il rendimento è tornato quello dei tempi d’oro. La sua entrata in curva rude ed aggressiva è tornata un prezioso marchio di fabbrica dei recenti risultati. Chi ha sofferto un avvio deficitario è stato lo sloveno della Honda iridato nella top class nel 2016. Gajser ha saltato il primo appuntamento dopo il terribile incidente a Mantova nel pre season. Un crash che ha condizionato tremendamente la prima parte di stagione ed ha impedito al fuoriclasse HRC di esprimersi nel miglior modo possibile. Tim, per ora, è stato quello ad avvicinarsi di più in termini di velocità pura al duo KTM, ma pecca in continuità, anche a causa delle diversità del mezzo. Ci sarà comunque in palio un prezioso terzo posto, che, in annate come questa, vale tanto quanto un titolo mondiale. La classifica vede Desalle davanti a Febvre di 33 lunghezze e a Gajser di 36, ma con ancora 4 round a disposizione può succedere di tutto. Ognuno ha il suo punto di forza. C’è chi punta sulla costanza, chi sulla tenacia e chi sulla velocità pura. Difficile capire quale sarà l’esito finale di una volata tanto bella quanto significativa.

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