L’anno scorso le settimane dopo la pausa avevano condannato Ferrari all’inesorabile sconfitta e mostrato tutte le fragilità della Rossa versione 2017, quest’anno invece potrebbero portare il vento della speranza. Hockenheim e l’Hungaroring, con le loro pioggie provvidenziali, avevano portato Lewis Hamilton a +24, Spa invece ci mostra una grande Ferrari, che punta alla rimonta e al ribaltone nella classifica generale dei piloti e dei costruttori.

Le qualifiche avevano consegnato l’ennesima pole position a Lewis Hamilton, ma tutti si erano accorti di quanto fosse performante Ferrari sullo storico tracciato di Spa-Francorchamps, l’università dei motori coi suoi tornanti ad altissime velocità alternati a sezioni lente e tecniche. E la gara ha confermato quelle sensazioni: Vettel ha sfruttato la maggior trazione della sua monoposto per scattare forte e superare Hamilton, che ha detto di ”non averlo neppure visto” e di ”non averci potuto fare nulla”. Dietro di loro, è successo di tutto: Hulkenberg (che verrà sanzionato: 10 posizioni in più sulla griglia di Monza) ha centrato in pieno Alonso, facendolo volare sulla monoposto di un Leclerc che deve ringraziare Halo per non aver riportato conseguenze, mentre un’altra carambola ha compromesso le gare di Raikkonen e Ricciardo. Bottas, invece, è partito dal fondo ed è arrivato quarto, superando in extremis le ottime Racing Point Force India: niente addio al GP belga per le vetture appena acquistare da Lawrence Stroll, che però col cambio nome hanno perso tutti i punti del costruttori (ma non i premi FOM).

Ma torniamo a noi. Vettel, partito al meglio, ha dovuto così ridisegnare da zero la sua gara dopo la Safety Car, ma è stato intelligente e veloce: Ferrari era superiore nel motore e nell’accelerazione, e di fatto non ha mai dato a un frustrato Hamilton l’opportunità di attaccare Seb. L’inglese, che ha spinto al massimo per tutta la gara, ha poi chiuso con una nota sibillina parlando di ”special tricks” (trucchetti speciali) trovati da Ferrari, venendo smentito da Charlie Whiting e non riuscendo ad accettare la perfetta strategia della Rossa: Ferrari ha sfruttato la sosta per trovare la combinazione perfetta motore-benzina, perfezionando una power unit che ora sembra avere (così dicono gli esperti) 15 cavalli in più di quella Mercedes. E i risultati si vedono: Vettel è stato il più veloce in rettilineo, il più veloce nelle curve e il più veloce in ogni segmento di pista, riuscendo a difendersi costantemente e prendere il largo nel finale.

Seb ha gestito al meglio anche il pit-stop, riuscendo a spingere ed evitare l’aggancio di Hamilton nonostante Ferrari l’avesse chiamato ai box un giro dopo. E così, la prima vittoria del post-Marchionne è arrivata con una gara davvero perfetta per la Rossa guidata da Vettel: il tedesco ha chiuso con 11” su Hamilton e 31” su Verstappen, coi vari Bottas, Perez, Ocon, Grosjean, Magnussen a oltre un minuto, e gli altri piloti (a partire da Gasly-Ericsson) doppiati. Ma soprattutto, Vettel ha guadagnato punti su Hamilton: la classifica mondiale lo vede staccato di 17 punti dal britannico, mentre Ferrari insegue Mercedes a 15 lunghezze. A Maranello si sogna la doppia rimonta, ma servirà confermarsi a partire da Monza: l’anno scorso la gara di casa fu un triste monologo Mercedes, quest’anno Ferrari ha lavorato duramente per tornare al successo e dedicarlo a Sergio Marchionne. Monza ci dirà se questa Ferrari è davvero perfetta come sembra, e può lavorare al clamoroso ribaltone che porterebbe Vettel in vetta alla classifica mondiale: in velocità pura e guidabilità, a Spa ha surclassato Mercedes, ma i tedeschi sono esperti nel ribaltare rapidamente situazioni complicate o sfavorevoli.

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