La sua nascita ufficiale è avvenuta venerdì pomeriggio, durante una conferenza stampa parallela al nefasto weekend di Silverstone, che ha portato all’annullamento del GP per l’asfalto non drenante, ma era stata appunto ”fagocitata” a livello mediatico dalle giornate di prova/qualifica e dal caos di ieri.

Dopo tanti discorsi e tanti rumours, ha visto ufficialmente la luce il team SIC Yamaha Petronas, sponsorizzato direttamente dall’azienda malese e dal circuito di Sepang, e la grande novità è rappresentata dalle modalità del suo impegno nel Motomondiale. Inizialmente si pensava che dovesse inserirsi solo in MotoGP, prendendo ufficialmente il posto di Tech 3 come squadra satellite della casa del diapason (così facendo, il Team Angel Nieto ”scala” in Moto2, spingendo Bautista in Ducati SBK), e invece l’impegno del neonato team sarà in tutte e tre le classi.

In Moto3 farà correre John McPhee e Ayumu Sasaki, in Moto2 invece avrà in pista il solo Khairul Idham Pawi, mentre in MotoGP è tutto confermato: Franco Morbidelli sarà il pilota di punta, mentre il francesino Fabio Quartararo sarà la seconda guida e salirà nella classe regina dopo una buona annata in Moto2 con Speed Up. Il classe ’99 non sta disputando un’annata continua, ma ha disputato stagioni ottime in Moto3 e ha comunque vinto una gara e ottenuto un 2° posto nel 2018: è una giovane scommessa, che potrebbe essere vinta o persa.

Nella conferenza stampa, Lin Jarvis ha anche spiegato i dettagli contrattuali dei due piloti. Franco Morbidelli inizierà il 2019 con una moto uguale in tutto e per tutto a quella di Rossi e Vinales, che poi dovrà sviluppare internamente col suo team. Quartararo invece non avrà la moto ufficiale, ma una moto clienti con minor supporto dalla casa madre. Ma chi guiderà il team SIC Petronas Yamaha? Il team director sarà Johan Stigefelt, ex pilota svedese, e guiderà anche la squadra che nascerà nella neonata MotoE. Il capotecnico sarà invece Wilco Zeelenberg, attuale analista delle performance di Maverick Vinales. Vedremo se Morbidelli, che è in crescita nel suo primo anno di MotoGP nonostante sia alla guida di una moto meno performante delle Honda ufficiali o semi-ufficiali, crescerà con Yamaha.

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