”Sia lodato Halo,
sempre sia lodato”

Probabilmente Charles Leclerc avrà pensato questo dopo essere uscito incolume dal tremendo incidente avvenuto nel primo giro del GP del Belgio a Spa-Francorchamps. O meglio, sicuramente l’ha pensato, perchè senza Halo avrebbe patito gravi conseguenze, o addirittura rischiato la vita. Rivedendo al rallentatore la scena, a molti appassionati è tornato in mente il tragico incidente che aveva spezzato la vita del giovane Henry Surtees (figlio d’arte) nella gara F2 di Brands Hatch del 2009: un’auto si schianta contro il muretto, la ruota si stacca e va a stamparsi sul casco del talento britannico, che muore sul colpo, ancor prima di schiantarsi a sua volta. Senza Halo, avremmo rischiato di assistere a una scena simile: immaginate per un secondo, tra un brivido e l’altro, l’impatto tra l’auto di Alonso e un Leclerc privo di protezioni. Ora cancellate dalla mente quelle immagini, e torniamo al punto.

Al momento del suo inserimento ufficiale sulle monoposto, tutti gli appassionati del motorsport hanno criticato Halo. Antiestetico, contrario alle logiche delle monoposto e troppo pesante (non a caso, tutta l’aerodinamica è stata ridisegnata), oppure pericoloso per quelle fenditure che consentirebbero il passaggio di corpi estranei e/o oggetti esterni/detriti (la vite di Massa, per intenderci). Halo è questo e molto altro. L’hanno paragonato a una ciabatta (nel caso in cui non l’aveste capito, Twitter ha grandi idee), a delle infradito, praticamente a tutto. Ma, in quanto oggetto, Halo ha sopportato in silenzio e poi, come i migliori, si è vendicato nel momento del bisogno. È successo tutto alla prima curva del GP del Belgio: Hulkenberg sbaglia completamente la frenata e centra Alonso, la cui macchina viene proiettata in aria e ricade su quella di Leclerc. Nella ”vecchia” F1, l’impatto tra la monoposto e il casco sarebbe inevitabile, in quella attuale invece ecco Halo a proteggere Leclerc.

I segni lasciati dalla McLaren di Alonso su Halo

Impatto attutito, monoposto di Alonso che ”rimbalza” e torna a depositarsi sul tracciato senza conseguenze per il monegasco della Sauber-Alfa Romeo. Le immagini sono tremende a velocità reale, spaventose in slo-mo, da pelle d’oca nell’on-board camera pubblicato quest’oggi dalla Formula 1: si vede la McLaren atterrare proprio su Halo, e lo dimostrano anche i vistosi segni lasciati dal fondo e dalle sospensioni della vettura di Woking sull’appendice della Sauber di Leclerc. L’avevamo criticato tutti, ma senza Halo saremmo qui a commentare una tragedia: il dispositivo nato per aumentare la sicurezza dei piloti ha fatto perfettamente il suo dovere, e le critiche sono dimenticate. Tutti i piloti si sono dedicati al (giusto) endorsement di Halo, e anche tutti gli opinionisti che ruotano intorno al circus: ci uniamo a questa ridda di commenti, perchè l’appendice che protegge il casco del pilota è stata assolutamente perfetta. E in un amen, le critiche di chi voleva il cupolino (stile MotoGP) come soluzione per incrementare la sicurezza sono state dimenticate: d’altronde, Halo si appresta ad essere inserito anche in Formula E, e in ogni serie motoristica organizzata dalla FIA.

E allora sia lodato Halo, nella speranza che non serva più il suo intervento: perchè con lui la Formula 1 è più sicura, ma nel futuro sarebbe meglio evitare di sfidare nuovamente la sorte.

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