Un sabato di speranze e convinzioni andato in fumo alla seconda chicane di una domenica folle. A farne le spese è la Ferrari, in particolar modo Sebastian Vettel. Il tedesco rovina la sua gara al primo giro e getta al vento una possibile vittoria ed un podio quasi sicuro. E così il numero degli errori stagionali di “Seb” aumenta, arrivando a toccare quota quattro, considerando anche il maldestro tentativo di sorpasso ai danni di Bottas a Baku, la toccata al via di Le Castellet ed il dritto di Hockenheim in piena ghiaia.

Sorprende continuamente vedere questa evoluzione di Vettel, da pilota calmo e misurato a velocissimo ed estremamente aggressivo, anche a costo di sbagliare. Da lucido calcolatore a nervoso scommettitore di sé stesso e delle proprie gare. Sembra che lui e l’acerrimo rivale Lewis Hamilton si siano scambiati le personalità nell’abitacolo, data l’inattesa freddezza al volante del britannico. Ed i risultati parlano chiaro. Nonostante una leggera superiorità del pacchetto Ferrari, la bilancia nel Mondiale piloti pende dalla parte del fuoriclasse della Mercedes, al netto di clamorosi imprevisti. Guai ad alzare bandiera bianca, sia chiaro, ma i punti persi per strada sono veramente molti e le occasioni per recuperarli potrebbero non essere molte.

Un anno fa, Singapore fu il crocevia della stagione che lanciò Hamilton verso il titolo ed ingrovigliò la Ferrari nel caos del via con Verstappen. Stavolta, la gara asiatica potrebbe riaprire il campionato se venisse confermato il trend generale di una pista poco gradita alle Frecce d’argento. Forse, è davvero una delle ultime chiamate, se non l’ultima, per il titolo iridato. Non vincere lì potrebbe realmente significare iniziare ad intravvedere sempre più lontana la sagoma del Mondiale. Ora che la pressione salirà ulteriormente, Vettel riuscirà a fare realmente la differenza o accuserà ulteriormente il contraccolpo del pomeriggio monzese?

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