Ogni azione ha delle conseguenze, e Romano Fenati l’ha imparato a sue spese. Il folle gesto messo in pratica a Misano Adriatico, con quella forte ”pinzata” ai freni di Manzi che poteva portare il rivale a cadere faccia in giù sull’asfalto e farsi malissimo (i piloti stavano sfrecciando a 230km/h), gli è costato due contratti: il team Marinelli Snipers l’ha licenziato in tronco e non lo farà più correre coi suoi colori, MV Agusta invece ha stracciato l’accordo valido per il 2019, che l’avrebbe portato a correre con Forward Racing e con Manzi stesso. Oltre a questo, e ai due GP di squalifica inflitti dalla direzione gara, è arrivata anche la decisione della Federmoto di privarlo della licenza da pilota a tempo indeterminato: anche volendo, dunque, Fenati non potrà più correre.

Ma tanto l’ascolano aveva già deciso di non correre più. Fenati, enfant prodige al momento del debutto nel Mondiale e talento designato del nostro motociclismo prima di perdersi nella propria discontinuità, ha disputato sei anni in Moto3 e senza mai lottare veramente per il titolo: è arrivato secondo solo nel 2017, ma staccatissimo da Mir, e in tutto ha vinto 10 gare nella categoria. Quest’anno il classe ’96 ha vissuto il salto in Moto2, ma non si è mai ambientato davvero, ottenendo solo 14 punti in 12 GP, e la situazione forse era diventata mentalmente insostenibile. E così, a Misano sono riemersi quei problemi di gestione della rabbia che Romano Fenati aveva tentato di curare negli anni, e l’hanno portato al folle gesto contro Manzi.

Un gesto che gli ha tagliato tutti i ponti e ha stroncato la sua carriera nelle moto, una carriera che si interromperà bruscamente e che forse si sarebbe interrotta comunque a breve, visto che da anni Fenati fa inserire nei suoi contratti una clausola per invalidarli unilateralmente qualora si fosse stancato delle corse. ”Col Motomondiale ho chiuso, non correrò mai più – svela a Repubblica -. Non è più il mio mondo, troppa ingiustizia e troppe sentenze sparate senza sapere la verità. Ho sbagliato, lo ammetto, e chiedo scusa a tutti, ma i fatti vanno raccontati interamente. Volete vedere il mio casco e la mia tuta? C’è una lunga striscia nera, è la gomma di Manzi. Mi ha attaccato tre volte e anche lui avrebbe potuto uccidermi o farmi del male, come dite voi (in effetti Manzi, sanzionato con 6 posizioni di penalità nel prossimo GP, non si è comportato da stinco di santo: guardate il video sottostante). L’ultima volta l’ha fatto 500m prima, e a quel punto ho pensato: ora faccio lo stesso, ti dimostro che posso essere cattivo come te e capirai cosa vuol dire. Però non ho mai pensato di fargli male deliberatamente, giuro”.

Frasi e dichiarazioni che indicano una certa confusione di fondo e una gestione della rabbia non ancora risolta, ma che sono forse le meno interessanti della chiacchierata tra Fenati e i colleghi di Repubblica: ”Cosa farò adesso? Mi tocca tornare a scuola, mi manca l’ultimo anno e finirò gli studi. E per un po’ lavorerò nel negozio di ferramenta del nonno, con lui e mamma. Lo facevo già prima, ci tornerò adesso. Se mi mancheranno le corse? Sono sempre sceso in pista per vincere ed essere Romano Fenati, ma mi rendo conto che a nessuno importa quello che sto passando. E allora, è meglio dire addio per sempre”.

Fenati potrebbe presto ricevere una nuova doccia fredda. Il Codacons aveva annunciato un esposto contro di lui per tentato omicidio, e la Procura di Rimini potrebbe presto aprire un’inchiesta a riguardo: difficile capire se Romano rischi qualcosa a livello penale, oppure si tratti solo di un’inchiesta mediatica, ma certamente la sua vita non sarà più la stessa. E Fenati stesso mostra la sua inquietudine a Sportmediaset: ”Un esposto per tentato omicidio? Sono termini che mi fanno paura, anche se sono eccessivi. Ho fatto una cavolata, volevo dirgli ”levati” con quel gesto. Un buffetto per farlo calmare e toglierlo: non lo rifarei, ma lui mi aveva provocato e volevo dirgli di smetterla. Il licenziamento da MV Agusta? Non so dire se sia giusto o sbagliato, ma ormai è successo e non si torna indietro”.

Esatto, non si torna indietro. E purtroppo Romano Fenati imparerà a proprie spese quanto possa cambiare il proprio mondo con un piccolo gesto di una frazione di secondo. Chissà che tutto questo non lo renda un uomo migliore, e non porti qualcuno a scommettere nuovamente su di lui tra 2-3 anni, anche se è già in atto una sostanziale damnatio memoriae da parte dell’intero mondo motociclistico.

https://www.youtube.com/watch?v=rE-ODkfIeTM

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