Il mercato-piloti è ormai vicino a concludersi in F1, visto che i sedili vacanti si sono sensibilmente ridotti. Sono ormai poche le scuderie che hanno posti liberi, e il caso più eclatante è quello della Toro Rosso, che al momento non ha ancora nessuna garanzia sui due piloti che correranno nel 2019. Pierre Gasly saluterà per aggregarsi a Red Bull e affiancare Max Verstappen, mentre il team vorrebbe licenziare Brendon Hartley al termine della stagione per il suo scarso rendimento: così facendo, Toro Rosso rimarrà con entrambi i sedili vacanti, e fioccano le ipotesi di mercato e i piloti accostati alla scuderia italo-austriaca.

Di fatto, quello di Toro Rosso è un caos controllato. Il vivaio Red Bull è ormai ridotto ai minimi termini, ma l’idea del team resta chiara: un pilota più esperto, e un giovane talento da lanciare. Le piste sono varie per entrambe le soluzioni, con più certezze sul ”veterano” che sui giovani talenti. Dopo il no di Jean-Eric Vergne, che proseguirà in Formula E, Toro Rosso ha infatti messo nel mirino due ex: Sebastien Buemi e Daniil Kvyat. Buemi è già collaudatore di Toro Rosso e Red Bull, e sta rischiando di non correre in Formula E per i pessimi rapporti tra Nissan (che rileverà Renault e.dams) e Toyota, con cui corre nel WEC. Per lui il ritorno in F1 sarebbe estremamente stimolante, ma al momento non è la principale priorità. Il circus è invece la priorità di Kvyat, che pur di mantenersi ”nel giro” aveva accettato il ruolo da collaudatore della Ferrari: il russo si era lasciato male con Toro Rosso, venendo appiedato un paio di volte nella scorsa stagione dopo la ”retrocessione” da Red Bull del 2016, ma ora potrebbe tornare in sella. Franz Tost l’ha contattato, e avrebbe ricevuto un primo sì al ritorno nella scuderia italo-austriaca: si tratta, e Kvyat è in pole per il sedile da ”esperto”.

TORO ROSSO: I NOMI IN BALLO PER LA SECONDA GUIDA, SPUNTA SCHUMI jr.– Al team guidato da Franz Tost si sono proposti vari piloti: il disperato Ocon, un Vandoorne appiedato da McLaren e in passato anche Antonio Giovinazzi, che però ora sembra nuovamente vicino alla Sauber (resterebbe a piedi Ericsson). L’idea però è quella di puntare su un giovane, e il nome fino a qualche settimana fa sembrava essere quello di Dan Ticktum, unica e ultima perla del vivaio Red Bull, e attuale pilota in Formula 3. Il britannico guida il campionato, ma sarebbe stato superato da un altro talento della F3 europea, anche perchè Ticktum non ha ancora la Superlicenza e la otterrà solo nel 2019.

Mick Schumacher ha sbalordito tutti con una crescita che l’ha portato a vincere sei delle ultime dieci gare, ma soprattutto a fare tris al Nurburgring nello scorso weekend, e il team Red Bull ha adocchiato l’affare. Mick, che è sotto contratto con la Ferrari Driver Academy e col team Prema, rappresenterebbe un investimento ”alla Verstappen”, un giovane dal talento assicurato da lanciare nel circus. E inoltre, Schumi jr completerà la Superlicenza FIA (necessaria per correre in F1) arrivando tra i primi tre in F3, campionato che rischia di vincere, visto che si trova a -3 da Ticktum con sei gare da disputare. Dalla F3 arriveranno infatti almeno 20 punti, necessari per arrivare ai 40 richiesti per conseguire la Superlicenza (dalla F4 italiana e tedesca erano arrivati gli altri 20, nel 2016). Helmut Marko avrebbe già contattato l’entourage del giovane Schumi per proporgli un sedile F1 con Toro Rosso,

La risposta, però, sarebbe stata ”freddina”. Mick non vuole tradire la fiducia di Ferrari, che l’ha supportato sin qui, e soprattutto non vuole bruciare le tappe. Nelle sue idee, c’è un anno in Formula 2 nel 2019, e poi l’assalto alla Formula 1 dalla porta principale nella stagione seguente. E così, Toro Rosso al 99% dovrà cercare altrove il probabile compagno di Daniil Kvyat nella F1 2019: per rivedere uno Schumacher in F1 c’è tempo, e la scuderia italo-austriaca tenterà un’altra scommessa.

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