Singapore aveva regalato emozioni l’anno scorso col crash alla partenza, e quest’anno invece ha fatto vincere la noia. Pochi sorpassi, pochissime emozioni e tanti sbadigli (purtroppo) per gli appassionati della F1, che sicuramente non si sono divertiti nel GP asiatico. Anche perchè, di fatto, la classifica finale va a ricalcare quella delle qualifiche di ieri, nonostante i 61 giri completati.

Lewis Hamilton parte al meglio, difendendo la prima posizione, mentre alle sue spalle Vettel ha un guizzo alla curva 7 e supera Max Verstappen, portandosi al secondo posto. Dietro succede di tutto, ed entra subito la Safety Car per colpa di Sergio Perez: il messicano centra in pieno (e l’aveva sicuramente visto) Esteban Ocon, la cui gara termina alla prima curva. Una nuova tegola per il francesino della Force India, che se non verrà ingaggiato in extremis da Haas (Magnussen e Grosjean in bilico), resterà a piedi, mentre Perez se la cava senza penalità e la corsa viene congelata per qualche giro. Quando si riparte, Vettel scivola a un paio di secondi da Hamilton, e da lì non si schioda, mentre alle loro spalle i vari Verstappen, Bottas, Raikkonen e Ricciardo mantengono le rispettive posizioni: al 17° giro Seb prova l’undercut, ma sbaglia la scelta dei pneumatici e opta per delle ultrasoft che non gli consentiranno mai di finire la gara. Hamilton lo marca, rientra nel giro successivo e monta quelle soft che invece consentono di completare la gara.

E così, mentre Vettel arranca alle spalle di Perez e perde 4” in un solo giro, Lewis allunga e scappa. Anche dopo essersi liberato del Checo, Vettel non ingrana, e la beffa è servita: Verstappen rientra qualche giro dopo e lo sorpassa con un perfetto pit-stop e un’ottima difesa della posizione. Il tedesco, come si è già detto nelle scorse settimane, è dannatamente umorale, e di fatto la sua gara finisce qui: Seb deve gestire le gomme per andare in fondo, non spinge come dovrebbe e si limita a mantenere il terzo posto. Nel resto della gara, intanto, le cose più belle si vedono dai doppiati e dagli altri piloti: Sirotkin si difende come un leone da Perez, che impazzisce e tenta di buttarlo fuori, beccandosi un drive through. Poi lo stesso russo si difende strenuamente da Grosjean, i due instaurano una grande battaglia e coinvolgono al suo interno anche Hamilton, che dovrebbe doppiarli: nella più classica delle sliding doors, Lewis perde parecchi secondi e Max Verstappen arriva attaccato al britannico, senza però riuscire a sfruttare l’occasione.

Si può dire che la gara finisca qui, nonostante i tentativi finali di Verstappen: Hamilton risponde colpo su colpo, si gestisce e chiude da vincitore con 8”961 sull’olandese. Terzo un disastroso Vettel, che esce totalmente dalla gara negli ultimi 12-15 giri (accusando qualche problema ai freni), perdendo oltre un secondo a passaggio: la sua gara termina con 39”945 di ritardo, un’enormità, considerando che nella ridda di doppiaggi era arrivato a tre secondi dal rivale per il Mondiale. Quarto posto per Bottas, che si difende da Raikkonen e Ricciardo, e ottima gara per Fernando Alonso, che chiude settimo ed è l’ultimo pilota a pieni giri: completano la top-10 Sainz, Leclerc (non andava a punti dall’Austria) e Hulkenberg. Giro più veloce della gara per Magnussen, con uno strepitoso 1’41”9: nessun altro pilota è sceso su quei tempi, anche perchè l’assurda decisione di fare sempre una sola sosta ha costretto tutti a gestire e ammazzato definitivamente lo spettacolo.

Con questi risultati, Lewis Hamilton sale a quota 281 punti, +40 su Vettel e +107 su Raikkonen, che difende il terzo posto iridato su Bottas (-3 dal connazionale). Mercedes allunga nel Mondiale costruttori e sale a quota 452, con Ferrari staccata di 36 punti: sarà difficile, difficilissimo rimontare in entrambe le classifiche. Anche se mancano sei gare, Sebastian Vettel sembra ormai rassegnato alla sconfitta, e senza cattiveria agonistica.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *