Jonathan Rea continua a macinare record su record, e domina la gara di Magny Cours, quella che ci consegna il regno di Rea IV: per il nordirlandese arriva il quarto titolo mondiale, visto che ci sono 125 punti da mettere in palio nelle cinque manches restanti e lui ne ha 130 di vantaggio su Chaz Davies. Titolo ipotecato, nuova esultanza a Magny Cours e record di vittorie in SBK aggiornato: ora sono 67 contro le 59 di Fogarty, che viene agganciato a quota quattro titoli mondiali.

Il quarto Mondiale è quello della grande conferma, ma soprattutto quello dello schiaffo a Dorna, che per limitarne lo strapotere in SBK (e per punire il gran rifiuto alla MotoGP: l’organizzatore le ha provate tutte, senza successo) aveva costruito un regolamento ad personam che depotenziava la sua Kawasaki, e in generale le moto che vincevano molte gare. Nel corso della stagione, la ZX-10RR ha perso 1100 giri motore, con un calcolo approssimativo di 20 cavalli in meno: Kawasaki inizialmente soffriva, soprattutto sui rettilinei, poi però ha sfruttato al meglio un mezzo ulteriormente perfezionato dal regolamento che doveva azzopparlo per sempre. La verdona è diventata più dolce nell’erogazione, ancora più guidabile dal fenomeno nordirlandese e dunque ancora più dominante: Rea ha ceduto la Superpole al compagno a Magny Cours, ha superato Sykes al termine del primo giro e l’ha lasciato sul posto, involandosi comodamente verso il successo.

67 vittorie e 130 podi in 239 gare per lui, dominatore dal 2015 al 2018 e probabilmente anche oltre. Dietro Rea (13 vittorie e 18 podi in 21 manches), il nulla cosmico: Sykes è arrivato secondo, Fores ha chiuso terzo precedendo Savadori e un disastroso Chaz Davies, che non è riuscito a lottare per il podio e si è di fatto arreso all’inevitabile. Sesto Marco Melandri, e la nuova classifica recita Rea 445, Davies 315, van der Mark 293: Mondiale a Rea, che domani verosimilmente vincerà anche gara-2, che scatta alle 15.15. La sensazione è che il nordirlandese e il binomio magico con Kawasaki si possano fermare in un solo modo: col ritiro di Jonathan Rea, preannunciato da lui stesso al termine della stagione 2020.

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