Qualche anno fa Ana Carrasco si disimpegnava a fatica nel Motomondiale, non andando mai a punti in tre anni in Moto3, ma il suo salto nel Mondiale Supersport 300 le ha donato una nuova dimensione. Le leggere e maneggevoli motociclette di questa categoria, una garanzia di spettacolo perchè piloti e moto sono tutti più o meno allo stesso livello e possono capitare autentiche girandole di sorpassi, hanno dato vita a un connubio perfetto con la spagnola classe ’97, che ieri è entrata nella storia.

Ana Carrasco, che l’anno scorso era entrata nella storia diventando la prima donna capace di vincere una gara nel motorsport a due ruote (sempre in Supersport 300, a Portimao), stavolta ha fatto il botto ed è andata decisamente oltre. Dopo una stagione fantastica, che l’ha vista vincere a Imola e nelle due gare di Donington, la spagnola ha conquistato ieri il titolo Mondiale della Supersport 300 ed è diventata la prima donna iridata tra gli uomini. L’ha fatto a 21 anni, l’ha fatto con la sua Kawasaki e nella gara peggiore del suo Mondiale: Ana ha chiuso 13ma dopo una gara di lotta nelle retrovie e grandi rischi. Finchè il cambio di Scott Deroue non ha ceduto, infatti, l’olandese aveva in mano il titolo mondiale virtuale, poi invece si è riaperta l’occasione per Ana. La Carrasco si è difesa, e complice il contemporaneo secondo posto dell’altro contente al titolo Mika Perez ha potuto festeggiare.

Per lei 93 punti in classifica e un risicato +3 su Perez, con Deroue terzo a -12 punti: titolo mondiale ad Ana Carrasco, prima donna a vincere un titolo mondiale nel circuito Dorna (la finlandese Kainulainen vinse quello dei sidecar, che però non ha lo status di campionato del mondo, nel 2016), e nuovo successo per Kawasaki. La spagnola aveva dominato la prima parte di stagione, crollando nella seconda per i cambiamenti regolamenti decisi per azzoppare la sua moto: come Rea, ha vinto ugualmente e ha fatto la storia a Magny Cours.

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