Le qualifiche di Suzuka hanno il consueto epilogo: prima fila Mercedes e pole position per Lewis Hamilton, che vola a quota 80 in carriera e migliora un record difficilmente superabile in futuro, ma nelle tre sessioni succede di tutto. E soprattutto in una Q3 che vede avanzare all’atto conclusivo le due Toro Rosso, brave a sacrificare la gara precedente e portare il nuovo propulsore Honda nella gara di casa del costruttore nipponico. Le previsioni meteo consultate da Ferrari prevedono condizioni in peggioramento, con l’arrivo di una forte pioggia a scombinare tutto e una pista umida nei primi minuti della sessione decisiva per la pole: con queste premesse, le Rosse scendono in pista con gomme intermedie sul tracciato asciutto, commettendo un clamoroso errore tattico, visto che in realtà finirà per non piovere affatto in Q3 (o meglio, per ”sgocciolare” solo nel finale) e il tracciato migliorerà. Vettel e Raikkonen di fatto sprecano un tentativo, e si condannano a una qualifica all’inseguimento: le altre scuderie osano, ottengono tempi ottimi con le supersoft e si prendono le posizioni migliori della griglia.

Le due Ferrari con gomme intermedie

Pole position per Lewis Hamilton, che è come di consueto freddo e perfetto e, dopo aver dominato le libere, centra anche la pole con lo stratosferico tempo di 1.27.760, lasciando tutti di sale: l’unico che si avvicina al britannico, che sogna la quinta vittoria a Suzuka e la seria ipoteca sul titolo mondiale già in questo GP, è Valtteri Bottas, secondo a 299 millesimi. Poi c’è il vuoto, con Verstappen terzo a 1”297 davanti a Kimi Raikkonen, che salva il salvabile con l’ultimo tentativo, ed è quarto in griglia a 1”7 da Hamilton: seguono Grosjean, Hartley e Gasly con le Toro Rosso ed Ocon. E Vettel? Seb torna in pista giusto in tempo per completare un giro, ma commette un grave errore alla Spoon Curve e di fatto vanifica il time attack finale: è nono a 4”432 dalla pole, e domani dovrà disputare una gara d’attacco (si parte alle 7.20) e rimonta, sperando che non arrivi quella pioggia che rende difficile guidare questa Ferrari. Decimo invece Sergio Perez, che completa il parco-partenti della top-10.

Out in Q2 Daniel Ricciardo, che è stato costretto a tornare in pitlane per una perdita di potenza del suo propulsore Renault, e non ha nascosto la propria frustrazione per un’annata che si sta avviando verso un finale disastroso: l’australiano, che partirà 15° senza aver centrato un tempo nella seconda sessione, ha urlato nervosamente contro la sua vettura, guardandola con estremo disprezzo. Out in Q2 anche Leclerc (11°), Magnussen, Sainz e Stroll, ”fregati” da uno scroscio di pioggia capitato proprio nei secondi in cui stavano cercando di rientrare tra i fantastici dieci. Eliminati subito, invece, Hulkenberg (frenato da un incidente nelle FP3, i meccanici hanno lavorato a lungo per sistemare la sua Renault), Sirotkin, Alonso (18°), Vandoorne ed Ericsson: lo svedese ha causato una bandiera rossa nella Q1, andando a sbattere alla Dunlop Curve.

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