F1, GP Canada

Lewis Hamilton non si ferma più, e impone al GP del Giappone il suo ritmo dall’inizio alla fine: il britannico domina, ed effettua probabilmente il passo decisivo verso il 5° Mondiale e verso un titolo che può perdere solo con una lunga sequela di errori simile a quella che lo privò del titolo iridato nel 2007. Quello era un Lewis ancora ”sbarbato”, inesperto e irruente, quello attuale invece è un’autentica macchina da guerra inarrestabile, che si merita a piene mani questo titolo mondiale.

Di fatto, Hamilton ha ipotecato la vittoria nella giornata di ieri e con l’80a pole in carriera: il britannico è partito bene, venendo protetto da Bottas, e poi ha imposto il suo ritmo e ha vinto autorevolmente. Dietro di lui è successo di tutto, con Vettel che è scattato come una furia dall’ottava posizione (era 9° in qualifica, ma ha beneficiato della penalizzazione di Ocon), ha superato Grosjean e le due Toro Rosso e poi si è lanciato all’inseguimento di Max Verstappen. Gli incroci tra il tedesco e l’olandese sono sempre pericolosi, e infatti è andata male a Seb: il tedesco ha tentato di superare l’olandese alla Spoon Curve, buttandosi in uno spazio che semplicemente non c’era e non poteva esserci. L’arrivo di Seb è stato fulmineo e inaspettato anche per Verstappen, che se l’è visto di fianco e l’ha toccato mentre chiudeva la curva, finendo a sua volta fuori pista: gara da rifare per Vettel, che aveva danneggiato la vettura ed è ripartito dalla 19a posizione, riuscendo ad arrivare fino al 6° posto, ma non oltre, visto che quando ha raggiunto quella posizione si è accorto di essere distante 30” da Raikkonen.

Nel mentre succedeva di tutto nelle retrovie: un contatto tra Stroll e Alonso portava entrambi a ricevere 5” di penalità, e un altro contatto tra Magnussen e Leclerc portava alla foratura della ruota del danese e alla conseguente Safety Car, che però non ha intaccato il dominio di Hamilton. Vittoria per il britannico, con 12”9 su Bottas e 14”3 su Verstappen, a cui non riesce l’assalto al secondo posto proprio per quei cinque secondi di penalizzazione, e per la strenua difesa del finlandese. Quarto e sontuoso Daniel Ricciardo, che ha rimontato dalla 15a posizione dopo la perdita di potenza che aveva interrotto la sua qualifica nei minuti iniziali della Q2: molti sorpassi per l’australiano, che è arrivato alla quarta posizione approfittando del traffico nel quale era rimasto imbottigliato Kimi Raikkonen e ha chiuso a 19”5. Quinto il finnico della Ferrari, e staccato di oltre 50”: 1’09” invece per Sebastian Vettel, che anche volendo non avrebbe potuto andare oltre il 6° posto. Completano la top-10 Perez, Grosjean, Ocon e Sainz, con Alonso 14°: ritirati Leclerc, Magnussen e Hulkenberg.

La nuova classifica mondiale vede Hamilton salire a quota 331 punti, +67 su Vettel, con Bottas terzo a quota 207 (+11 su Kimi): nel costruttori Mercedes sta instaurando il proprio dominio a suon di doppiette, e guida con 538 punti, +78 su Ferrari. Tra due settimane si correrà ad Austin: ad Hamilton basterà guadagnare 8 punti su Vettel (combinazione più agevole: Hamilton 1°, Seb 3°) per vincere il Mondiale con tre GP d’anticipo.

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