TRENTO, dai nostri inviati al Festival dello Sport Marco Corradi e Federico Sanzovo

Un Festival dello Sport che si rispetti non può non dedicare uno spazio alla Ferrari. Se poi il tema è quello del “record” come nel caso dell’evento organizzato da La Gazzetta dello Sport, allora diventa un obbligo dare voce ai protagonisti della storia del Cavallino rampante. E chi meglio del Team Principal della scuderia di Maranello poteva raccontare questa lunga epopea. Maurizio Arrivabene durante il suo intervento al Teatro Sociale di Trento ha ripercorso la sua avventura con la Ferrari prima da tifoso, poi da uomo in rosso, raccontando anche del suo incontro con il Drake.

Festival dello Sport: Maurizio Arrivabene e la Ferrari

Durante il suo intervento al Festival dello Sport, Maurizio Arrivabene ha parlato del suo rapporto con la Ferrari. Un rapporto nato molti anni prima del suo approdo a Maranello, prima come tifoso, poi con le diverse collaborazioni portate avanti durante la sua precedente avventura lavorativa. Durante la quale, il dirigente bresciano ha avuto la possibilità di incontrare Enzo Ferrari: “Ebbi la possibilità di collaborare con la Ferrari nel 1987 – ha ricordato Arrivabene – arrivato in sede, il presidente della società per la quale lavoravo allora mi disse di aspettare fuori e che avrebbe parlato di me al Drake. Io ovviamente rimasi nel cortile, senza fiatare e intanto guardai passare una monoposto da Formula 1 che veniva riposta dopo le prove. Naturalmente la fissai con stupore e, con la coda dell’occhio, vidi una tenda muoversi”.

Quella non era una tenda qualsiasi, ma quella dell’ufficio di Enzo Ferrari in persona: “Scoprii diversi anni dopo cosa avvenne lì dentro – ha precisato Arrivabene – Ferrari disse ‘il ragazzo va bene, ho visto come ha guardato la mia macchina’”.

Il Team Principal della Ferrari si è poi soffermato sulla sua carriera in rosso, iniziata nel 2014: “Ricoprire un ruolo del genere rappresenta un’emozione unica. Soprattutto quando abbiamo vinto a Silverstone ho fatto fatica a nascondere l’emozione per la vittoria”. Arrivabene ha poi aggiunto: “Ci sono tre gare che non possiamo assolutamente perdere ogni anno, il GP di Germania, quello di Monza e appunto Silverstone”.

Festival dello Sport: Maurizio Arrivabene e i piloti

Uno dei temi che sono stati toccati durante l’incontro è stato quello degli ordini di scuderia: “Prima delle gare ci sono riunioni con i piloti per parlare della strategia di gara: le strategie del caso sono già state decise e ricordate che, per quanto riguarda il primo giro di Monza, non si potrebbe mai chiedere a un pilota di perdere lo spunto della partenza”.

Per quanto riguarda il futuro dei piloti della Ferrari, Arrivabene ha spiegato: “Raikkonen è un grande professionista. Con Kimi lavoro insieme da tanti anni, ci aveva richiesto lui di essere avvisato per tempo sui nostri programmi. Per questo motivo prima di Monza abbiamo comunicato l’arrivo di Leclerc”. Raikkonen, ha aggiunto il Team Principal della Rossa, non avrebbe probabilmente avuto ancora due stagioni davanti a sé se avesse accettato di rimanere in Ferrari. Per quanto riguarda Leclerc, invece, Arrivabene ha sottolineato: “L’abbiamo sostituito per permettere a un giovane di grande talento come Leclerc di crescere al fianco di un campione come Sebastian Vettel”.

Leclerc è il primo pilota che arriva dalla Ferrari Drive Accademy, ma non è l’unico pilota che viene accostato alla scuderia di Maranello per il futuro: “A Singapore avevo già parlato di Mick – ha detto Arrivabene, interrogato sulla possibilità che il giovane Schumacher finisca, un giorno, a guidare la stessa macchina del padre – la risposta è molto semplice: fino a ieri lui ha guidato, ha fatto il suo lavoro e devo dire che è importante lasciarlo lavorare e divertire. Oggi, con un titolo vinto, è ovvio che l’attenzione vada tutta su di lui ma credo che l’ultima cosa che di cui quel ragazzo abbia bisogno sia proprio la pressione. Infatti il nome che porta è già un motivo di pressione che pesa sulle sue spalle, per quanto riguarda le sue scelte future devo dire che Michael fa parte della storia della Ferrari, quindi sarebbe difficile in un futuro pensare di dire di no a Mick, però per il momento, come ho detto, deve fare la sua carriera, le sue scelte. Insomma, lasciamolo lavorare”.

Infine, Arrivabene si è concentrato sui rapporti all’interno della squadra: “A me non fanno paura le discussioni, sono i silenzi che mi spaventano all’interno di una squadra. La malafede, la non onestà intellettuale: questo sì, mi spaventa. Dobbiamo imparare a rispondere ad ogni momento negativo con un sorriso”.

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