Cambiano le piste, cambiano i circuiti, ma resta sempre lui: Jonathan Rea è il dominatore della Superbike anche nel 2018, nonostante quel regolamento volto ad ”azzoppare” lui e la sua Kawasaki, che invece non ha scalfito minimamente il suo dominio. Neppure un tracciato nuovo per tutti, quello argentino di El Villicum (che è piaciuto molto ai piloti), ha cambiato le carte in regola o ci ha regalato un risultato sorprendente.

Jonathan Rea ha dominato gara-1, precedendo Melandri di 9” e Razgatlioglu di 11” in una prova senza storia, e poi si è ripetuto in gara-2 con la consueta rimonta. Da regolamento, chi vince la prima manche deve scattare in nona posizione nella seconda, e così il quattro volte campione del mondo si è ritrovato ad effettuare sorpassi con una facilità disarmante: in pochi giri, Rea si è portato a ridosso del leader momentaneo della gara, quel Xavi Fores che è tornato grande in Argentina e aveva guidato la manche per metà corsa, e in un amen se l’è mangiato. Johnny ha così preso pian piano il largo, vincendo con 3” su Fores e 4”5 su Melandri, che è salito nuovamente sul podio precedendo Davies (per Chaz, il ritiro di sabato e il 4° posto domenicale) e non ha lesinato una polemica.

Nel 2019, lui verrà appiedato da Ducati per far posto a Bautista (al 99% Melandri correrà nel campionato MotoAmerica), mentre Fores lascerà il posto nel Team Barni a Rinaldi per scelta della Rossa di Borgo Panigale. E così, Marco si è sfogato con sincerità: “Vedere sul podio due piloti che non hanno un futuro in Superbike deve far riflettere sulle scelte dei team”. E come dargli torto, visto che da un lato viene lasciato a casa un pilota esperto solo perchè Dorna voleva un big spagnolo in SBK, e dall’altro viene appiedato il vincitore del trofeo riservato ai piloti independenti (che corrono in team clienti, ndr) della Superbike? Questi sono i fatti, ed è un dato di fatto anche il costante aggiornamento dei record di Rea: il quattro volte iridato SBK sale a 520 punti, +172 su Davies e +196 su van der Mark (i due si giocheranno il secondo posto mondiale in Qatar, il 26-27/10), ma soprattutto ottiene la decima vittoria consecutiva. In tutto le sue vittorie stagionali sono 16, quelle in carriera in SBK 70. Mostruoso.

AUSTRALIAN SUPERBIKE: TROY BAYLISS INCANTA A PHILLIP ISLAND– In Europa Jonathan Rea incanta, ma la notizia della settimana arriva dall’Australia e da un Troy Bayliss che non smette di vincere nonostante abbia 49 anni e sei mesi. L’Australian Superbike ha visto il campione del mondo Superbike impegnato nell’intera stagione, e con ottimi risultati: qualche mese fa aveva vinto la sua prima gara, e nel round conclusivo a Phillip Island si è ripetuto con una strepitosa vittoria. Troy, tre titoli Mondiali SBK con Ducati (per un totale di 52 manches vinte e 94 podi) e una buona apparizione in MotoGP (una vittoria e 5 podi), ha incantato sul tracciato che ospita anche il Motomondiale, vincendo gara-2 davanti a Brian Staring e Wayne Maxwell con una sontuosa volata. Inoltre, ha anche ottenuto il giro record in 1.32.194 e chiuso il campionato ASBK al terzo posto: per lui 273 punti, contro i 276 di Maxwell (secondo classificato) e i 321.5 del vincitore Troy Herfoss (Honda). E mentre Troy saliva sul podio complessivo dell’ASBK, il figlio Oli (16 anni) chiudeva quarto nella Supersport 300 dello stesso campionato: d’altronde la velocità è cosa di famiglia tra i Bayliss.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *