Dopo la pioggia che ha scandito l’intera giornata di ieri, il sole (seppur con temperature basse, intorno a 25°) conquista Austin, e ci fa assistere a delle qualifiche di altissimo livello: almeno tra i top-4, visto che per l’ennesima volta il distacco tra Ferrari/Mercedes e le altre è abissale, e la differenza di valori notevole.

La pole position, la numero 81 di una carriera da urlo (9a pole del 2018), va a Lewis Hamilton, che riesce a conquistare il miglior tempo (con annesso record della pista) con un grande ultimo settore: le Ferrari sono sempre state più veloci nel primo parziale, Mercedes nel terzo (il secondo si equivale), e la pole di Hamilton nasce proprio dalla miglior interpretazione del giro secco e di quelle sezioni del tracciato. Il suo tempo è stratosferico, 1.32.237, e vale il nuovo record della pista: Vettel chiude secondo a 61 millesimi, Raikkonen è terzo a 70 millesimi dopo un grande giro con ultrasoft, e Bottas chiude 4° a 379 millesimi. Dopo di loro, il vuoto, con Ricciardo 5° a 1”257: seguono Ocon (1”908), Hulkenberg (1”978), Grosjean (2”013 e 11a Q3 consecutiva), Leclerc che è 9° a 2”183 (era stato 6° in Q2) e Perez che chiude la top-10 con 2”357.

Sebastian Vettel ha vissuto una qualifica non ordinaria, visto che sapeva che ogni suo risultato sarebbe stato ”peggiorato” dalla penalizzazione che gli è stata inflitta dopo la leggerezza delle libere: Seb non ha rallentato abbastanza dopo la bandiera rossa, e nel giro di rientro ai box è andato oltre il delta stabilito dalla direzione-gara, venendo punito con tre posizioni in più in griglia. Un’eventuale pole dunque non sarebbe stata valida per le statistiche, mentre la seconda posizione conquistata lo farà scattare dalla 5a piazza per l’effetto della sanzione: la griglia vedrà dunque Hamilton-Raikkonen in prima fila, Bottas-Ricciardo in seconda, Vettel-Ocon in terza e via via tutti gli altri.

Sono stati eliminati in Q2 Sainz, Magnussen, Gasly, Hartley e Verstappen, con situazioni particolari per gli ultimi tre piloti: Gasly e Hartley sapevano già di essere costretti a partire dal fondo dello schieramento (per l’ennesima sostituzione di componenti della power unit Honda) e dunque non hanno effettuato nessun giro nella seconda sessione, rassegnandosi al loro destino (ed è un peccato, Gasly era andato fortissimo in Q1: 7°). Verstappen, invece, ha dato bandiera bianca per un problema che ha colpito la sua Red Bull in Q1: la sospensione della RBR è andata totalmente distrutta dopo un ”salto” sui dissuasori posti vicino al cordolo, un guasto non riparabile in tempo per disputare la seconda sessione. Max scatterà dunque 13° beneficiando dei problemi di Toro Rosso, mentre sono usciti in Q1 Alonso (16° per 88 millesimi), Sirotkin, Stroll, Ericsson e Vandoorne: il belga, già appiedato da McLaren e reduce dai test della Formula E con HWA, chiude lo schieramento.

Domani la gara scatterà alle 20.10: Hamilton ha 67 punti di vantaggio, per vincere il titolo (con tre GP d’anticipo) dovrà vincere e Vettel dovrà arrivare terzo, o comunque guadagnare 9pti sul tedesco.

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