Un grande ritorno al successo, una festa rimandata e una potenziale occasione sprecata: c’è tutto questo nel GP degli Stati Uniti, che si è disputato quest’oggi ad Austin: si partiva con Hamilton in pole davanti a Raikkonen, Bottas, Ricciardo e Vettel, penalizzato di tre posizioni per essere andato troppo veloce nel giro di rientro dopo l’esposizione della bandiera rossa, ed è successo davvero di tutto negli States e nella serata italiana.

Il GP degli Stati Uniti inizia con una partenza da urlo di Kimi Raikkonen, che supera Lewis Hamilton e si porta in testa alla gara, ma anche col nuovo errore di Sebastian Vettel: il tedesco perde il controllo della sua monoposto nel corpo a corpo con Ricciardo, tocca l’australiano e scivola in ottava posizione, condannandosi a una rimonta ancor più difficile di quella preventivata. Davanti, intanto, Kimi tiene la testa della corsa, e c’è un comeback di quelli importanti: Max Verstappen dopo l’errore di ieri sarebbe dovuto partire 13°, ma ha deciso di sostituire delle componenti sulla sua Red Bull ed è scattato dalla 18a posizione. Tutti si aspettavano una gara difficile per lui, che invece in un amen ha scalato la classifica ed è entrato nella top-5 di questo GP americano.

La situazione si cristallizza dopo una quindicina di giri: Raikkonen davanti, seguito da Hamilton, Bottas, Ricciardo, Verstappen e Vettel. Ma la sorte ha in ballo un nuovo scherzo per Ricciardo: la sua Red Bull lo lascia a piedi, la direzione-gara fa scattare la Virtual Safety Car e rimescola le carte. Raikkonen finta la sosta ai box, e per una volta la Ferrari si burla della Mercedes: Hamilton ci casca in pieno, si ferma e monta le soft, scivolando indietro in classifica, ma restando comunque davanti a Vettel. Ovviamente Bottas fa passare subito il compagno (ordine di scuderia alla luce del sole), e poi Lewis salta in testa alla gara quando si fermano anche Raikkonen (25 giri con gomme ultrasoft), Verstappen e gli altri. Il suo ritmo, però, è meno scintillante di quanto ci si potesse aspettare: Mercedes ha qualche problema nella gestione delle gomme, Raikkonen e Vettel invece macinano giri veloci con le gomme soft montate sulle loro Ferrari, e le prestazioni di Kimi obbligano Hamilton a rientrare nuovamente a sostituire i pneumatici.

È il turning point della gara: Raikkonen diventa leader davanti a Verstappen, Bottas ed Hamilton, con Vettel quinto e le altre vetture a distanza siderale. Lewis (che ovviamente viene fatto passare da Bottas) inizia a fare giri veloci con le gomme soft montate sulla sua Mercedes, ma gli altri si difendono, e negli ultimi dieci giri si crea un trenino con Raikkonen, Hamilton e Verstappen nel giro di tre secondi. Kimi si difende come un leone, lotta e non molla nonostante i pneumatici usurati, e fa usare il DRS a Verstappen solo in un’occasione e senza vantaggi particolari: dietro di loro Hamilton è rampante, va all’attacco dell’olandese a tre giri dal termine, trovando però la resistenza del giovane Max e dovendosi arrendere dopo aver commesso un errore in frenata. La situazione si cristallizza, Raikkonen allunga nuovamente e blinda il successo, mentre Vettel supera all’ultimo giro Bottas dopo una quindicina di giri a tallonare la seconda guida Mercedes, e ha grande rammarico perchè senza il contatto con Ricciardo sarebbe stato lì coi primi e si sarebbe giocato la vittoria.

Vittoria che va a Kimi Raikkonen, che non vinceva dal GP d’Australia del 2013 e dalla sua esperienza in Lotus: è la prima vittoria della sua seconda vita ferrarista (10° podio del 2018), e dista nove anni dall’ultimo successo in rosso (Spa 2009, unica vittoria di quella stagione). Kimi può esultare, e precede di 1”281 Verstappen e di 2”342 Lewis Hamilton, che rimanda la festa mondiale: Vettel è infatti quarto a 18”222, e non perde quegli otto punti che avrebbero regalato subito il titolo al britannico. Completano la top-10 Bottas (+24”744), Hulkenberg (+1’27”210), Sainz, Ocon, Magnussen e Perez: l’ultimo classificato è Stroll, che ha chiuso a due giri e a oltre un minuto dalla quindicesima vettura. Ritirati invece Leclerc, Ricciardo, Grosjean e Alonso.

La classifica mondiale ora vede Hamilton in testa con 346 punti e un +70 su Vettel, mentre Raikkonen è terzo a 221 punti (+4 su Bottas): per perdere il Mondiale, Hamilton deve di fatto mettere insieme tre zeri nei GP del Messico, del Brasile e degli Emirati Arabi, un dato praticamente impossibile. Quasi assegnato anche il Mondiale costruttori: Ferrari sale a quota 497 punti e accorcia su Mercedes, ma la distanza è comunque di 66 lunghezze e la rimonta improbabile. Settimana prossima si corre nuovamente, a Città del Messico.

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