Il GP del Giappone ci regala emozioni, Mondiali improvvisamente riaperti e il primo titolo iridato assegnato nella stagione 2018: un titolo che ovviamente è di Marc Marquez, che scattava dalla sesta posizione, ma era anche consapevole di avere 77 punti da amministrare e altissime chances di conquistare il titolo qui a Motegi e con tre gare d’anticipo. Missione compiuta, mentre in Moto2 Bagnaia allunga e in Moto3 Bezzecchi va a ridosso di Jorge Martin.

MOTOGP: MARQUEZ VINCE E COMPLETA IL LIVELLO 7, DOVI KO– Andrea Dovizioso parte dalla pole, Marc Marquez trionfa e fa suo il titolo: è questo il copione di una gara che vive su un equilibrio sottile e si conclude con l’esito atteso da tutti, e i festeggiamenti per il 7° titolo mondiale dello spagnolo. Dovizioso parte bene, e riesce a tenere la testa del gruppo: dietro di lui ci sono Crutchlow e Marquez, con Rossi che prova a stare insieme ai migliori, ma cala alla distanza e sparisce quasi subito dalla lotta per la vittoria. Il distacco del Dottore passa in pochi giri da tre decimi a 1”5, e poi Rossi viene superato da Rins e Iannone: davanti, invece, Marquez supera Cal Crutchlow e prova ad andare all’attacco del Dovi. I due girano con tempi molto simili, ma si ha subito l’impressione che Marc stia controllando per evitarsi guai e rischi eccessivi: il primo attacco viene ”spento” da Dovizioso, il secondo arriva nei giri finali e va a buon fine. Lo spagnolo inizia ad abbassare il ritmo e prova a staccare il rivale, che per restare attaccato a Marquez osa troppo: l’anteriore di Dovi si ribella, la caduta è inevitabile e con lei la fine dei sogni di gloria a Motegi. Dovizioso riparte, ma la sua moto è distrutta e arriva 18°: Marquez, invece, vive un’assoluta sinfonia fino al traguardo, guidando sul velluto e andando a vincere comodamente il GP del Giappone e la gara casalinga di Honda. Per lui arriva la vittoria numero 69 in carriera, con 115 podi (a cui si aggiungono 78 poles e 60 giri veloci), ma soprattutto arriva il 7° titolo mondiale a 25 anni: è il più giovane a centrare questo traguardo, e festeggia superando il livello 7 del ”videogioco” preparato appositamente dal suo team in accordo con Dorna. Insert coin, piccola gara di dieci secondi, omini Honda che esultano e premio che consiste in un casco d’oro: pura poesia, che ricorda vagamente le esultanze di Valentino Rossi (al quale, anche se non lo ammetterà mai, Marc si ispira da sempre). Alle sue spalle arrivano Crutchlow, Rins, Rossi (4° a 6”), l’ottimo Bautista, Zarco, Vinales, Pedrosa, Petrucci e Syahrin, con Morbidelli 11°: Dovi chiude 18°, caduto invece Iannone.

La classifica mondiale vede Marc Marquez salire a quota 296, andando a 102 punti di vantaggio su Dovizioso (194), che ora è tallonato anche da Rossi e dovrà difendere il secondo posto: Valentino resta terzo con 185 punti, precedendo di trenta lunghezze Vinales. Settimana prossima si correrà a Phillip Island, e non ci sarà Lorenzo: Jorge cercherà di riprendersi a casa, venendo sostituito da Bautista sulla Ducati ufficiale.

MOTO2: BAGNAIA VINCE A TAVOLINO– La Moto2 ci regala l’ennesima gara spettacolare, ma molto meno equilibrata: Quartararo supera subito Bagnaia, e i due vanno via con un passo insostenibile per tutti, scavando un solco importante su Baldassarri e su tutti gli altri piloti. Il francese e l’italiano, entrambi certi di approdare in MotoGP l’anno prossimo, si danno battaglia, e nonostante i molti tentativi di Pecco, la vittoria va autorevolmente a Quartararo, che conquista così il secondo successo stagionale dopo un grande duello con Bagnaia. La gioia del francesino e futuro pilota di Yamaha Petronas, però, dura pochi minuti: la direzione gara lo squalifica perchè le sue gomme hanno una pressione di molto inferiore a quella consentita dal regolamento, e consegna la vittoria a Bagnaia. Pecco trionfa così a tavolino, precedendo Baldassarri di 6” e Oliveira di 11”5: il portoghese aveva vinto la grande battaglia per l’allora quarto posto (poi diventato terzo), precedendo Alex Marquez, Binder, Fernandez, Vierge e Lecuona, con Marini 9° e Schrotter decimo davanti a Mir.

La classifica mondiale vede Bagnaia allungare, salendo a 279 punti: Miguel Oliveira si trova ora a 35 lunghezze, con Binder terzo a quota 167 e insidiato da Baldassarri (148).

MOTO3: BEZZECCHI RIAPRE IL MONDIALE, MARTIN CADE– La gara della Moto3 regala un grandissimo spettacolo, sin dal via: Rodrigo tiene la testa, e viene inseguito da Bezzecchi, Martin e McPhee: si crea un quartetto, che diventa ben presto un gruppone di 13 piloti che si danno battaglia senza esclusione di colpi e come se non ci fosse un domani. Martin e Bezzecchi, duellanti per il titolo, si portano avanti, e danno vita al primo episodio caotico di questa gara: i due vengono a contatto, Martin chiude il gas per restare in piedi e rientra in pista in quinta posizione, mentre l’italiano riesce non si sa come a non perdere troppo tempo e scivolare terzo, con Darryn Binder a precedere McPhee. Per Martin, però, il peggio deve ancora venire: lo spagnolo si mette a battagliare con Foggia e Arbolino, e nel farlo perde il controllo della sua Honda, cadendo e salutando la gara. Questo aiuta Bezzecchi, che si riporta in testa e prova la fuga negli ultimi tre giri, ma viene ripreso dal gruppetto infernale: durante l’ultimo giro, Binder lo sorpassa e sembra pronto a vincere, ma non ha fatto i conti con la strepitosa ultima curva di Bezzecchi, che supera il sudafricano e batte tutti in volata. Vittoria per Bezzecchi, con 41 millesimi su Lorenzo Dalla Porta e 42 su Darryn Binder: quarto Foggia a 212 millesimi, precedendo McPhee, Arbolino e Bastianini, 7° a 401 millesimi. Completano la top-10 Rodrigo, Sasaki e Kornfeil, in quella che è la gara delle brutte cadute: tremendo high-side per Di Giannantonio, che cade malamente e potrebbe essersi fatto male, mentre chi si è sicuramente infortunato è Niccolò Antonelli. Per lui la frattura di un piede.

La Moto3 vede riaprirsi il suo Mondiale: Jorge Martin resta in testa con 204 punti, e con un misero +1 su Bezzecchi che andrà all’attacco a Phillip Island. Ancora in gioco anche Di Giannantonio, che si ferma a 175 punti e a -29: se non si sarà fatto male, potrà provare a sua volta il ribaltone nelle prossime tre gare.

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