Prima fila tutta Red Bull, come non capitava dal 2013, e grande ritorno tra i primi della classe per Daniel Ricciardo: l’australiano, reduce da una sfortunata serie di rotture meccaniche e problemi alla power unit che l’ha colpito più o meno dall’annuncio del suo passaggio in Renault per le prossime due stagioni, torna in pole position e vive un sontuoso sabato.

Danielone si ritrova in Messico, su una pista che esalta la guidabilità della Red Bull: rettilineo lungo ma non lunghissimo, circuito relativamente breve (3.3km) e grandi tratti guidati che mettono la monoposto costruita da Adrian Newey nelle condizioni di esprimersi al meglio. L’anno scorso Max Verstappen aveva dominato la gara e vinto a Città del Messico, quest’anno invece le vetture Red Bull occupano tutta la prima fila, con Ricciardo in pole e Verstappen appena dietro: l’australiano sorprende tutti col giro perfetto, chiudendo col tempo di 1.14.759, nuovo record della pista (demolito di 1”5 il precedente). E lo fa in extremis, battendo di 26 millesimi il già ottimo tempo di Max Verstappen: l’olandese, che pregustava la pole dopo aver fatto il miglior tempo in Q2 (4 millesimi su Hamilton) e aver dominato tutte e tre le libere, non riesce a migliorarsi nell’ultimo tentativo e chiude secondo.

Prima fila tutta Red Bull dopo cinque anni dunque, ma Lewis Hamilton è in agguato: partirà terzo, dopo aver chiuso a 135 millesimi di distacco mostrando un buon passo nelle libere odierne e nelle sessioni precedenti (ma senza fare il miglior tempo: in Q1 era primo Bottas). E scatterà al fianco di Sebastian Vettel, che proverà a tenere aperto un Mondiale che è di fatto chiuso, e può riaprirsi solo con tre ritiri di Hamilton in altrettante gare: Seb è quarto a 211 millesimi, con Bottas quinto (+0.401) davanti a Kimi Raikkonen (+0.571). Valtteri aveva avuto problemi idraulici nelle FP3, ma si è ripreso e scatterà dalla terza fila: completano la top-10 Hulkenberg, Sainz, Leclerc ed Ericsson. Delusione per le Renault, che non sono riuscite a ripetere lo strepitoso venerdì che le aveva viste occupare la top-4 delle prime libere. Eliminati in Q2 Ocon, Alonso (che domani sarà il protagonista di un evento d’addio: tutti gli spettatori indosseranno una maschera col suo volto per omaggiarlo nel suo ultimo GP del Messico), Perez, Hartley e Gasly, che scatterà ultimo dopo aver sostituito l’ennesimo componente della power unit. Out in Q1 a sorpresa le due Haas, con Grosjean 16° a 29 millesimi dall’ultimo qualificato alla Q2, precedendo Vandoorne, Magnussen e le Williams di Stroll e Sirotkin.

F1: CONTINUA IL CERCHIONI-GATE– Il weekend di Città del Messico ha riaperto il caso-cerchioni che sta scatenando grandi polemiche nel circus. Mercedes aveva portato da Budapest dei cerchioni forati, venendo denunciata da Ferrari che sosteneva che questa soluzione avrebbe portato un vantaggio aerodinamico: con quella soluzione le Frecce d’Argento hanno incantato a Monza ed evitato problemi di blistering, e la decisione di Charlie Whiting e dei commissari di gara è arrivata solo dopo qualche settimana. I cerchioni della discordia sono stati prima dichiarati ”legalmente illegali”, ovvero ammessi con riserva anche se violavano il regolamento, e poi vietati ad Austin: in quella gara, guarda caso, Hamilton ha avuto gravi problemi di gestione delle gomme ed è stato l’unico ad effettuare due soste tra i big. E tutti quanti si aspettavano che i cerchioni forati venissero vietati anche in Messico, e invece i commissari di gara li hanno resi nuovamente utilizzabili: Mercedes dovrebbe riutilizzarli in gara, traendone quasi sicuramente un vantaggio e facendo imbestialire Ferrari. Si tratta dell’ennesimo buco regolamentare di una F1 che è troppo ondivaga quando si parla delle norme, e non sa darsi un regolamento inattaccabile e inflessibile: ormai la progettazione delle vetture vede spesso i team sfruttare le lacune delle normative FIA, in quella che è diventata una sfida all’ultima trovata geniale (che poi ovviamente viene copiata da tutti gli altri: vi ricordate il doppio diffusore della Brawn?).

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *