Johnny Rea ormai ci ha preso gusto, e di fatto corre un Mondiale a parte, nel quale tenta di battere tutti i suoi record e rendersi irraggiungibile per i piloti che verranno (il suo ritiro, ipse dixit, è programmato per il 2020): dopo aver vinto il quarto titolo mondiale due gare fa, il nordirlandese non ha abbassato l’asticella dell’attenzione, anzi. Rea corre con una grinta e una forza d’animo adatte a un campione del suo calibro, e punta ad annichilire la concorrenza di gara in gara: il regolamento anti-Kawasaki varato dalla Dorna non ha funzionato, e dopo un avvio così così (che vuol dire 31pti in due gare, e dominio già dal secondo GP) Johnny ha ricominciato a fare filotto di vittorie. Doppietta su doppiette, 11 successi consecutivi e 17 in stagione: eguagliato il record che aveva ottenuto lo statunitense Doug Polen (Ducati) nel 1991, e raggiunta quota 71 successi in carriera. Un dominio assoluto, che però non vale l’ultimo record: Dorna ha cancellato la gara del sabato, impedendo di fatto a Rea di battere gli ultimi primati.

GARA 1: REA DOMINA– Nel round qatariota, disputato venerdì a Losail e sulla pista già vista in MotoGP per chiudere definitivamente la stagione della SBK, la pole non è andata a Rea: Tom Sykes ha conquistato la prima posizione, ma il suo primato è durato più o meno ”come un gatto in tangenziale”. Johnny Rea l’ha superato alla prima curva, e ha salutato la sua compagnia dopo pochi secondi, andando a vincere la 17a gara stagionale e non lasciando scampo al povero (e futuro ex) compagno di squadra. Rea si è involato, e poi ha gestito al meglio per evitare di prendere un distacco biblico sugli avversari: ha chiuso con 1”2 su Sykes, secondo senza la minima opposizione avversaria. Ci siamo divertiti invece a vedere la lotta per il terzo posto: Laverty e Lowes hanno combattuto duramente, con l’irlandese di Aprilia che ha rischiato di cadere all’ultima curva e ha chiuso quarto. Terzo Lowes con la sua Yamaha dopo un bel sorpasso all’ultimo giro, e Laverty scatta primo in gara-2: in virtù del cervellotico regolamento-SBK nato per dare spettacolo (dove ”spettacolo” significa che Rea parte 9°, e in due giri è già primo perchè troppo forte per tutti), Rea scatterà in terza fila con Sykes e Lowes. E le Ducati? Melandri ha chiuso quinto e staccato dai migliori, approfittando del calo di potenza di Fores, mentre Chaz Davies non ha certamente dato spettacolo: ottavo a 17” dal vincitore, l’ennesima gara anonima per un pilota che si è infortunato due volte alla spalla, e forse è rientrato troppo presto, mettendo a rischio la propria salute e finendo col non avere più motivazioni.

NIENTE SBK AL SABATO, E IN SUPERSPORT…– A Jonathan Rea sarebbe stato arrivare quarto (ottenendo 13pti) per battere il record di punti fatto segnare l’anno scorso e segnare l’ennesimo primato, e vincere per ottenere il record assoluto di vittorie in una stagione (18) e di vittorie consecutive (sarebbe arrivato a 12), ma quest’oggi non si è corso in SBK. Losail è stata colpita da una forte pioggia, che ha messo a lungo a rischio le gare odierne: quando la Supersport ha corso, tutti pensavano che anche la Superbike sarebbe scesa in pista, e invece (non si sa per scelta dei piloti o di Dorna) la gara è stata cancellata per ragioni di sicurezza. Niente nuovi record per Jonathan Rea, che avrà così un nuovo stimolo per il 2019, quello di battersi nuovamente: la stagione lo vede chiudere con 545 punti, +189 su Davies e +212 su van der Mark. Nella già citata Supersport, invece, chi trionfa è Sandro Cortese: il tedesco ed ex Motomondiale (iridato Moto3 nel 2012) viene premiato dopo una stagione costante, e gli basta il secondo posto odierno per trionfare e conquistare il titolo mondiale SSP. Partiva con un risicato +3 su Cluzel, che è caduto nel tentativo di superarlo e ribaltare tutto: chiude con 208 punti, +23 sul campione uscente Mahias, che ha vinto quest’oggi, e +25 sullo stesso Cluzel.

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