Spettacolo, scontri ad alta velocità e nessun titolo assegnato: Phillip Island ci regala un weekend incandescente e il grande ritorno di Yamaha, che vince la prima gara stagionale interrompendo un lungo digiuno: il merito è di Maverick Vinales, mentre in Moto2 vince Binder e in Moto3 esulta il classe ’96 Arenas. Italia a secco nel weekend australiano, ma con Iannone e Dovizioso sul podio in MotoGP: Bagnaia si difende in Moto2, Bezzecchi scivola a -12 da Martin in Moto3. Andiamo ad analizzare tutto ciò che è successo nel weekend.

MOTOGP: VINCE VINALES, PAURA PER ZARCO-MARQUEZ– La prima emozione la MotoGP la regala nel primo passaggio sul rettilineo di Phillip Island, ed è pura paura: la Yamaha clienti di Johann Zarco viene risucchiata dalla scia di Marc Marquez e piomba addosso alla Honda a quasi 300km/h: nessun danno per i piloti, ma la caduta di Zarco è tremenda, e il contatto tra la Yamaha e la ruota posteriore della Honda costringe Marquez al ritiro e all’addio al sogno-vittoria. Nasce così una gara nuova che vede un gruppetto di piloti battagliare per il successo, che va alla Yamaha e a Maverick Vinales: lucido, attento e tatticamente perfetto lo spagnolo, che festeggia la ritrovata tranquillità del team nipponico con un successo che va a interrompere una clamorosa striscia negativa. Yamaha non vinceva dal 25 giugno 2017, dalla vittoria di Rossi ad Assen e da 25 gare complessive, e si ”sblocca” proprio col pilota numero 25: Vinales a sua volta interrompe la propria striscia negativa, dato che non trionfava dal 21 maggio dell’anno scorso e dalla gara francese di Le Mans. Il successo odierno è dunque il primo stagionale per una Yamaha che, nelle ultime due gare, ha ritrovato un minimo di competitività, e trova la vittoria dopo 11 podi: non vincere in una stagione così ricca di piazzamenti sarebbe stato un record negativo.

Alle spalle di Vinales brillano i piloti italiani: Iannone chiude secondo a 1”5 e batte Dovizioso con una grande gara, che conferma l’ottimo passo mostrato tra venerdì e sabato. Dovi è terzo, risalendo dal nono posto in griglia, e Ducati effettua un buon weekend nel complesso, visto che Alvaro Bautista disputa una prova sontuosa da ”supplente” di Lorenzo: chiude quarto, e la sua è un’ottima gara, visto che scattava 12° e aveva avuto grandi difficoltà nelle prove (tre cadute). Bautista precede Rins e Rossi, che ha avuto problemi alla gomma posteriore e ha chiuso a 5”1 dal vincitore, venendo battuto in volata dallo spagnolo: completano la top-10 Miller, Morbidelli, Aleix Espargaro e Bradley Smith con la KTM, con Petrucci 12° e Pedrosa ko.

La classifica mondiale vede Marquez fermo a quota 296 punti, con Dovizioso che sale a 210 lunghezze e vola a +15 su Rossi terzo: Vinales è quarto con 180 punti e sogna il podio iridato, mentre si ferma Crutchlow. Il britannico è caduto venerdì fratturandosi la caviglia, e non correrà a Sepang: lo sostituirà Bradl, mentre Ducati vorrebbe schierare Pirro al posto di Lorenzo sulla seconda moto ufficiale in Malesia. Si correrà domenica prossima.

MOTO2: BINDER VINCE IN AUSTRALIA, BAGNAIA SI DIFENDE E ”VEDE” IL TITOLO– Per la prima volta dopo quattro mesi, l’Italia non porta un pilota sul podio della Moto2, ma la gara è comunque discretamente positiva per i nostri colori, visto che Pecco Bagnaia ”vede” il titolo mondiale. La gara odierna parte con qualche problema per Schrotter, che deve scattare dal fondo e abbandonare il secondo posto: Pasini parte subito bene, ma durante la lotta con Vierge cade e deve ritirarsi al secondo giro. Nel mentre, Bagnaia è quinto dopo una grande rimonta dal 16° posto, e Binder vola ottenendo giri veloci, al pari di Baldassarri: la luna di miele per Pecco dura poco, dato che i problemi palesati ieri si ripropongono in gara e lo fanno scivolare oltre la decima posizione, e davanti succede di tutto. Vierge, Baldassarri e Binder danno vita a un grande duello, al quale si aggiunge uno Joan Mir finalmente veloce anche in Moto2: Binder prova la fuga senza esito, Vierge e Baldassarri si danno battaglia, ma l’italiano va lungo nel penultimo giro e cade sull’erba australiana. Finisce così col grande successo di Brad Binder, che batte in volata Mir per soli 36 millesimi: terzo è Vierge a 949 millesimi, con soli 8 millesimi su Augusto Fernandez: quinto Marini, precedendo Aegerter, Alex Marquez, Raffin, Schrotter e Quartararo. Solo 12° Pecco Bagnaia, appena dietro a Miguel Oliveira: l’italiano perde solo un punto e mantiene di fatto il vantaggio nel Mondiale.

La classifica vede Bagnaia a quota 288 punti, con un rassicurante +36 su Miguel Oliveira e un ampio +95 su Binder: Pecco può vincere il titolo già domenica prossima in Malesia, gli basterà perdere meno di 13 punti dal rivale portoghese.

MOTO3: CADE BEZZECCHI, MARTIN È QUINTO E ALLUNGA. VINCE ARENAS– La Moto3 ci regala una gara folle, che vede le carte rimescolarsi più volte: il grande sconfitto è Bezzecchi, che però è ancora in corsa per il titolo mondiale. La partenza vede Jorge Martin scivolare in quarta posizione per il gioco delle scie, mentre Bezzecchi risale dalla 15a posizione: si forma un autentico gruppone con 20 piloti, che vede i due contendenti per il titolo disputare una tornata fianco a fianco in ottava e nona posizione. A 17 giri dal termine, il sorpasso di Bezzecchi, che va addirittura a guidare la gara per qualche istante e cerca di difendersi dalla bagarre: succede di tutto in seguito, e a 13 giri dal termine l’italiano va ko dopo un contatto con Rodrigo, che lo centra e lo fa cadere. La moto di Bezzecchi non riparte, il gruppo lo sfila e lui si ritira, mentre i meccanici di Jorge Martin gli intimano di stare attento e usare la testa.

Lo spagnolo ascolta e non ascolta, e si fionda in testa provando la fuga: una fuga che non dura, visto che il gruppo lo riassorbe e succede di tutto. Il più bravo nel caos della Moto3 è lo spagnolo Albert Arenas, che precede tutti sotto la bandiera a scacchi e vince per soli 52 millesimi: precede Di Giannantonio e la grande sorpresa di giornata, quel Celestino Vietti che chiude terzo (+0.059) dopo una strepitosa rimonta dalla 21a posizione in griglia, e conquista il primo podio in carriera nella seconda gara in cui sostituiva l’infortunato Bulega (lo sostituirà l’anno prossimo in Moto3, coi colori del team Sky VR46). Podio per il classe 2001, che precede Tatsuki Suzuki e Jorge Martin: il leader mondiale è quinto a soli 99 millesimi dal vincitore, precedendo Canet, Norrodin, Bastianini, Kornfeil e Sasaki, con 14 piloti in un solo secondo dopo un’intera gara. Il quindicesimo, Oettl, chiude a due secondi, e poi c’è il vuoto: il pilota seguente chiude a 34”, ed è l’italiano Yari Montella del team SIC58. Caduti oltre a Bezzecchi anche Rodrigo, Arbolino, Foggia, Ramirez, Masia e Dalla Porta.

La classifica mondiale ora vede Jorge Martin salire a quota 215 punti, +12 su Bezzecchi e +20 su Di Giannantonio, che rientra in corsa per il Mondiale dopo il botto di settimana scorsa: sarà lotta a tre tra Sepang e Valencia, con lo spagnolo favorito e gli italiani che proveranno a rovinargli la festa.

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