Ci sono i grandi piloti, i campioni, e poi c’è chi va oltre e diventa una leggenda del proprio sport. Lo status di leggenda implica due cose: un talento smisurato, e la capacità di non tramontare mai e restare sempre fissi nella memoria degli appassionati. Valentino Rossi è una leggenda della MotoGP, Giacomo Agostini del motociclismo intero, Michael Schumacher e Ayrton Senna lo sono in F1 e Antonio Cairoli nel motocross, e non sono molti i piloti che possono fregiarsi di questo status: Sebastien Loeb è senza dubbio uno di loro, perchè quanto ha fatto nel Mondiale rally è probabilmente irripetibile o difficilmente battibile.

Nove titoli WRC consecutivi, vittorie in ogni rally disputato eccezion fatta per il Safari Rally (Kenya) del 2002 e per il Rally di Polonia del 2009, e soprattutto 78 vittorie nel Mondiale off-road. O meglio, 78 vittorie fino a ieri, e a un successo che ha fatto la storia del WRC e ha tramutato ulteriormente Loeb in una leggenda: il 9 volte iridato, ufficialmente out dal Mondiale rally dall’ultimo titolo (targato 2012), in realtà non ha mai abbandonato il suo mondo. Nel 2013 disputò ”per piacere” i rally di Montecarlo, Svezia, Argentina e Francia. Risultato? Vittorie nel Principato e in Sudamerica, secondo posto sul ghiaccio scandinavo e sfortunato ritiro in patria: proprio il Rally d’Argentina rappresentava l’ultima vittoria per Loeb nel WRC, perchè nel 2015 Seb arrivò 8° a Montecarlo (sua unica apparizione), mentre quest’anno la sfortuna (e qualche errore di troppo) l’hanno privato del podio e/o del bersaglio grosso in Messico e in Francia.

Loeb però aveva tre wild card nel suo nuovo ritorno part-time nel WRC, e si è giocato al meglio l’ultima chance stagionale. Il Rally Catalunya è sempre stato uno dei punti forti dell’alsaziano, che ha incantato per tutto l’arco del lungo weekend di gara: Loeb ha preso la testa del rally disputato in terra iberica (guai a dire ”spagnola”, a quelle latitudini) e non l’ha più lasciata, lottando come un leone e resistendo al prepotente rientro del suo ex delfino, quel Sebastien Ogier che ha vinto gli ultimi cinque Mondiali raccogliendo la sua eredità. La Citroen di Loeb ha avuto problemi di sottosterzo e Seb ha rischiato grosso con un testacoda nella SS17, ma il nove volte iridato è riuscito comunque a vincere e salire a quota 79 successi in carriera: vittoria a cinque anni dall’ultimo successo, e con 2”9 su Ogier, che ha chiuso davanti all’altra M-Sport di Elfyn Evans. 16”5 di ritardo per il gallese, che ottiene un podio fondamentale per il suo team: con questo risultato, Ogier supera Neuville, che ha chiuso quarto a 17” (frenato da una foratura), e si riprende la vetta del Mondiale.

La classifica del WRC recita dunque Ogier 204, Neuville 201, Tanak 181 col solo Australia Rally da disputare: Ogier ha recuperato quasi 30 punti nelle ultime gare, e ora sogna il sesto titolo consecutivo prima del grande ritorno in Citroen. Già, proprio la Citroen che ieri ha vinto col marziano Loeb, che a quasi 45 anni non vuole smettere di vincere (le vittorie WRC ora sono 79) e far sognare gli appassionati: e chissà che ora Seb, che non correrà la Dakar 2019 dopo il ritiro di Peugeot (ha abbandonato anche il Rallycross), non si faccia venire in testa un’idea meravigliosa, quella di tornare ufficialmente per un’intera stagione nei rally, puntando al 10° titolo. Al momento sembra un’ipotesi impossibile, ma il comeback stuzzica sempre le leggende, e anche l’alsaziano potrebbe cadere in tentazione dopo aver dimostrato a tutti che sa ancora come si vince un rally contro piloti più giovani di almeno 10 anni rispetto a lui: un’ipotesi che viene accresciuta dal fatto che Citroen sta approntando una terza vettura ufficiale da affiancare a quelle di Ogier e Lappi.

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