Sauber ha deciso di non confermarlo per il 2019 nonostante i robusti sponsor che aveva portato in dote al team, scegliendo come piloti Raikkonen e Giovinazzi, e relegandolo al ruolo di terzo pilota e testimonial del team all’estero, ma il futuro di Marcus Ericsson sarà fuori dalla Formula 1: il pilota svedese, classe ’90 e nove punti nella sua quarta stagione con Sauber (prima aveva corso con Caterham), correrà infatti in IndyCar nel 2019.

Ericsson è il secondo svedese a raggiungere il campionato più famoso degli States, dopo quel Felix Rosenqvist che affiancherà Scott Dixon nel team Ganassi, e ha firmato un contratto con il team Schmidt Peterson Motorsport, scegliendo di affiancare all’impegno da collaudatore quello nella serie a ruote scoperte USA, ed evitando di restare inattivo per l’intera stagione. Di fatto, Ericsson prova a costruirsi un percorso alternativo negli Stati Uniti e nell’IndyCar, come hanno già fatto tanti ex della Formula 1, e si definisce ”onorato di approdare in questo campionato, una serie di successo che mi farà migliorare come pilota ed è il passo perfetto dopo 5 anni in F1”.

Ericsson andrà ad affiancare James Hinchcliffe e proverà a ottenere qualche vittoria, guidando la vettura numero 7 e non la numero 6 che era di Robert Wickens: questo perchè lo svedese non è il sostituto designato del pilota che ha avuto un grave incidente, rimanendo temporaneamente paralizzato e iniziando una lunga lotta per tornare a camminare e riprendere a correre, visto che il team Schmidt Peterson è convinto che Wickens possa rientrare. Ma, al tempo stesso, Sam Schmidt (proprietario del team) è entusiasta per l’arrivo del 28enne svedese: ”Ericsson è un pilota d’esperienza, ci aiuterà a crescere. Per lui sarà tutto nuovo, dai circuiti agli ovali, ma siamo convinti che possa migliorare in poco tempo grazie alla sua etica del lavoro. Lui e Hinchcliffe saranno una coppia di piloti forte, che lotterà per qualche vittoria. Wickens? La numero 6 sarà sua, non appena potrà tornare a correre”.

Ericsson dunque correrà in IndyCar nel 2019, e intanto si toglie qualche sassolino dalle scarpe sulle recenti gare con Sauber: ”Il piano all’Autodromo Hermanos Rodriguez era di favorire Leclerc, mi hanno costretto a sacrificarmi per lui. Sarei dovuto rientrare ai box per cambiare gomme, ma mi sono ritrovato a dover fare da tappo a tutti gli altri per favorire Charles, rovinando la mia gara. È stato frustrante, avrei potuto portare a casa un risultato migliore. Sono furioso, le pressioni della squadra sono state eccessive”. Un duro attacco alla Sauber-Alfa Romeo e a Leclerc, e chissà come potrà resistere il rapporto tra lo svedese e la scuderia svizzera, dopo queste dichiarazioni: Ericsson ha un contratto da terzo pilota per il 2019, ma l’attacco è duro e inatteso.

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