Le ultime settimane, per Marco Melandri, sono state tutt’altro che serene: il veterano del motociclismo italiano (36 anni), ormai da anni in Superbike con tanto di record di vittorie per un pilota del Bel Paese (22, con 72 podi e purtroppo nessun Mondiale), era rimasto appiedato da Ducati ufficiale, che aveva preferito puntare su tutto su Alvaro Bautista sulla spinta di Dorna. L’organizzatore di MotoGP, SBK e presto MotoE voleva un pilota spagnolo di valore nella categoria, e ha di fatto ”spinto” il team Aruba a rompere con Melandri, autore di una stagione travagliata: dopo un avvio che sembrava ben sperare, con la doppietta a Phillip Island, il romagnolo è pian piano naufragato, chiudendo al 5° posto con 297 punti e un ampio distacco da Rea (545), Davies (356) e van der Mark (333).

Nel finale di stagione ha inciso anche la demotivazione per la scelta di Ducati, difficile da digerire, ma Melandri si è tolto anche la soddisfazione del doppio podio a El Villicum, tirando una stoccata alla SBK tutta (”sul podio ci sono due piloti che l’anno prossimo non correranno qui, questo deve far riflettere”: lui e Fores, ndr) e riflettendo sul proprio futuro: dopo aver sondato vari team, l’ex pilota MotoGP aveva scartato l’ulteriore ipotesi che portava al campionato MotoAmerica e aveva optato per un triste ritiro. Non l’aveva annunciato con tutti i crismi dell’ufficialità, ma l’aveva fatto intendere in modo abbastanza inequivocabile. Poi, però, è arrivato il dietrofront che lo porterà a correre nuovamente in Superbike nel 2019, e con una Yamaha.

Melandri guiderà una Yamaha che sarà molto simile a quelle ufficiali, e verrà affidata al team GRT, la struttura che ha vinto il Mondiale Supersport con Sandro Cortese nella stagione appena conclusa: il tedesco salirà in SBK, e avrà come compagno proprio Melandri, che sale in sella al Mondiale Superbike all’ultimo respiro. L’italiano, stando alle indiscrezioni, avrà il supporto dello sponsor Pata e di Eni, che così facendo patrocineranno la permanenza nel campionato di quello che è il miglior esponente della Superbike italiana: una permanenza che, volente o nolente, porta la firma indelebile di Dorna. Stando alle voci di corridoio, dopo aver ”spinto fuori” Melandri dalla squadra Ducati, l’organizzatore ha fatto marcia indietro e si è adoperato per rendere possibile il suo passaggio in Yamaha con GRT: la ragione è presto detta (la svela Corse di Moto), visto che Dorna punta tutto su Melandri in SBK per spingere Mediaset a rinnovare il contratto per i diritti televisivi della Superbike, che scadrà a fine 2018.

L’annuncio del salto di Melandri nella squadra Yamaha GRT e al fianco di Cortese arriverà ad Eicma, e avrà delle conseguenze: Federico Caricasulo sarebbe dovuto diventare la punta del team nella Supersport 2019, ma dovendo schierare due moto in SBK, GRT non confermerà il programma Supersport. L’italiano e amico dello stesso Melandri dovrà così passare al team Evan Bros, e correre con una struttura maggiormente privata. Vedremo se Caricasulo riuscirà comunque a centrare il titolo, e vedremo anche cosa farà Melandri in questa nuova avventura: Yamaha è sembrata in crescita nel finale di stagione, e l’esperienza del 36enne dovrebbe aiutarla a fare un ulteriore passo in avanti.

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