MILANO, dal nostro inviato a Eicma 2018 Marco Corradi

Si può dire che, nell’annata appena conclusa, sia stato il primo degli umani. Thomas Kjer Olsen, pilota danese classe ’97, ha chiuso per il secondo anno consecutivo al terzo posto nel Mondiale MX2, e l’ha fatto mettendo in mostra una crescita evidente e con un centinaio di punti in più rispetto al 2017: il 21enne portacolori del team Rockstar Energy Husqvarna Factory Racing ha chiuso con 673 punti e tanta costanza in ogni GP, disputando un’ottima stagione e chiudendo alle spalle di Jorge Prado e Pauls Jonass e delle loro KTM. Olsen, che ha vinto due gare nella MX2, era presente mercoledì a Eicma, e ha rilasciato un’intervista al nostro inviato. Ecco le sue parole, cariche di aspettative per il futuro.

Ciao Thomas, partiamo dalle tue valutazioni sulla stagione che si è appena conclusa: hai chiuso terzo nel Mondiale e vinto un GP, sei soddisfatto?

”Ovviamente! Sono stato costante per tutto l’arco della stagione, ho fatto molte gare ad alto livello e lottato coi primi, e soprattutto ho fatto esperienza, tanta esperienza. Questa è la cosa che mi porterò maggiormente dietro in futuro: nel 2018 ho imparato molte cose su me stesso, ho imparato a gestirmi diversamente e sono cresciuto sotto ogni punto di vista. Sono stato più veloce e più consistente, ed è importantissimo fare passi in avanti, ti dà una motivazione ulteriore in vista della stagione seguente: spero di crescere ancora”.

Ti sei ritrovato a lottare contro due ottimi piloti come Jorge Prado e Pauls Jonass, e contro una KTM dominante: non esattamente il compito più facile al mondo…

”Sono dei grandi piloti, hanno una moto fantastica e sanno sfruttarla al meglio. Partono sempre al meglio, non sbagliano uno start e credo di poter imparare molto da loro sotto quest’aspetto, perchè con una buona partenza tutto è in discesa. Sono piloti forti, ma gara dopo gara sono riuscito a lottare con loro e accorciare pian piano il gap: non sono più irraggiungibili, e sono convinto di poter lottare con KTM l’anno prossimo”.

Hai vinto due gare in MX2, entrambe in Lettonia e a Kegums: che cos’ha di particolare quel circuito? Perchè si adatta così bene alla tua guida?

”Confesso che non lo so (ride, ndr). Mi sono accorto anch’io di questo curioso dato, ma non ho notato particolari differenze tra il mio approccio a quel tracciato e quello che ho con tutte le altre piste. Devo ammettere che avevo ottenuto grandi vittorie anche nell’Europeo su quella pista, quindi sembra un tracciato che mi si addice davvero molto: speriamo che la cosa continui, voglio lottare per vincere ogni gara alla quale partecipo”.

Molti talenti della MX2 (Roczen, Musquin, Ferrandis, per citare quelli recenti) hanno saltato lo step successivo e il salto in MXGP, scegliendo di approdare subito nel motocross USA: quali sono le tue idee riguardo al futuro? USA o permanenza in Europa?

”Ora come ora, punto solo alla permanenza in Europa, e voglio affermarmi nel Mondiale. Amo le gare che si disputano negli States, le loro piste e la loro competitività, e seguo molto l’AMA motocross e supercross, ma a mio avviso il gotha del motociclismo mondiale è qui in Europa. Sento che cimentandomi coi migliori della MX2 e della MXGP posso crescere maggiormente rispetto a un eventuale salto negli States: d’altronde, il Motocross delle Nazioni disputato a RedBud ha dimostrato la supremazia del Vecchio Continente. Qui ci sono i migliori piloti e i migliori team”.

Qual è il tuo obiettivo per il 2019? Punterai al titolo e proverai a strapparlo a Jorge Prado?

”Il mio obiettivo è quello di vincere il Mondiale nel 2019 o nel 2020, che dovrebbe essere il mio ultimo anno in MX2. Credo di avere tutte le carte in regola per lottare per il titolo, sento di poterlo fare già l’anno prossimo se eviterò errori e infortuni. In cosa devo crescere? Credo che la stagione che si è appena conclusa mi abbia insegnato molto: per vincere il titolo dovrò conquistare più gare, allenarmi più duramente e sfruttare tutto quello che ho imparato”.

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