MILANO, dal nostro inviato a Eicma Marco Corradi

Dominatore. Non esiste altro termine azzeccato per definire la versione 2018 di Jeffrey Herlings, che ha segnato un solco netto tra sè stesso e gli avversari nel Mondiale MXGP: l’olandese, sconfitto l’anno scorso da Antonio Cairoli (complice anche un infortunio), è stato un autentico compressore nella stagione appena conclusa. Di fatto, l’equilibrio è durato solo poche gare, per la precisione tre GP: ad Arco di Trento Jeffrey ha iniziato a dominare la MXGP, e dopo aver visto rientrare Cairoli a Ottobiano (GP saltato dall’olandese per la frattura alla spalla) è tornato ad essere un rullo compressore. Le statistiche parlano di 17 GP vinti su 19 disputati, e di 33 vittorie di manche su 38 alle quali ha partecipato, e di una serie aperta di 9 GP e 17 manches vinti di fila: Herlings ha chiuso con 933 punti (su 950 ”acciuffabili” nei 19 GP disputati), nuovo record della categoria, e ha battuto Cairoli, conquistando il primo titolo MXGP in carriera. La sua è stata una stagione da urlo, e l’Olandese Volante l’ha celebrata conquistando il titolo ad Assen e sognando (invano) la vittoria nel Motocross delle Nazioni: Jeffrey era presente a Eicma, e ha concesso un’interessante intervista ai nostri microfoni. Ecco le sue parole!

Jeffrey, hai vissuto un 2018 fantastico: 33 vittorie di manches e un passo insostenibile per tutti.

”Senza dubbio, è stata una grandissima stagione. Ho corso 38 manches e ne ho vinte 33, è speciale: ho vinto il titolo mondiale, e l’ho fatto mostrando una grande velocità e una grande costanza su ogni terreno e nell’arco dell’intera stagione”.

Possiamo definire il 2018 come la miglior stagione della tua carriera? Hai 24 anni e un futuro davanti, ma è difficile migliorare un’annata così ricca di vittorie…

”Ho vinto tante gare negli scorsi anni e ottenuto grandi risultati, ma non mi aspettavo un’annata del genere. Tutte quelle manches vinte, e poi ho trionfato in 17 GP sui 20 totali: non posso che essere soddisfatto e gioire di quella che è stata un’annata sopra le righe, davvero fantastica. Ho mostrato un grande ritmo e vinto anche con ampi distacchi, sono davvero felice”.

Hai mostrato un feeling assoluto con la KTM: riesci a portarla al limite con una facilità disarmante, andando forte sin dalle prime prove su ogni tracciato. Qual è il tuo segreto?

”Non saprei spiegarlo. Io provo a fare del mio meglio per vincere, dobbiamo andare vicini al limite e anche oltre perchè la concorrenza è alta: ci sono tantissimi bravi piloti e tutti vogliono vincere, com’è normale che sia. Quindi dobbiamo spingere, e siamo stati capaci di crescere ulteriormente rispetto agli anni scorsi e migliorare ogni punto debole: ora ci attende una nuova stagione, e vedremo come si svilupperà”.

Hai saltato il GP di Ottobiano per l’infortunio alla spalla, e hai vinto la gara del rientro in Indonesia, spegnendo sul nascere la rimonta di Antonio Cairoli: è stato quello il momento decisivo della stagione? 

”Non è stato facile dover saltare la gara di Ottobiano, ma mi ero fratturato la clavicola e non potevo correre. A quel punto, ho lavorato duramente per tornare al 100% della condizione, e dal momento del mio ritorno in pista ho vinto tutti i GP: è stato fantastico. Avevo 62 punti di vantaggio prima di Ottobiano, poi Tony è tornato sotto arrivando a -12 e tutto sembrava riaperto: è stato fondamentale ricacciarlo indietro, e poi ho vinto con 150 punti di vantaggio. Questa stagione mi ha insegnato che tutti i sogni possono realizzarsi’‘.

L’anno scorso Cairoli ti ha battuto, quest’anno tutto si è capovolto: qual è il tuo rapporto con Tony, e come ci si sente a battere un nove volte campione del mondo, e una delle leggende del motocross?

”È speciale, parliamo di uno dei migliori piloti del motocross moderno. L’anno scorso non sono riuscito a vincere, complice anche un infortunio alla mano, e Tony ha vinto il titolo disputando una grande stagione, mentre quest’anno ho vinto io: le corse vanno così, ma ora si riparte da zero. Sono stati due anni speciali, e si può dire che ci troviamo sul risultato di 1-1: l’anno prossimo vedremo chi andrà in vantaggio nel nostro duello. Posso dire di avere un buon rapporto con Antonio Cairoli: è un grande pilota, uno dei migliori di questo sport. Un grande campione”.

Qual è stata la miglior gara della tua stagione, la vittoria che ti ha emozionato di più?

”Potrei dirti Assen, perchè ho vinto il titolo e sono andato molto forte, ma in realtà mi ha emozionato molto il weekend di Imola: è stata una grande domenica, e ho dominato in gara-2 chiudendo con oltre mezzo minuto sul secondo. Anche in gara-1 avevo avuto un grande ritmo, e in quel weekend mi sono divertito molto: in generale, tutta la seconda parte della stagione è stata emozionante”.

Veniamo al Motocross delle Nazioni: abbiamo visto una fantastica Olanda, tu e Coldenhoff siete stati dominanti, ma nonostante tutto non avete potuto lottare per la vittoria per il ritiro di Vlaanderen a causa di quell’infortunio all’occhio (un sasso l’ha colpito, facendo sanguinare l’interno del bulbo oculare: stop dei medici e Olanda out dalla corsa per la vittoria). Dev’essere stato davvero triste e strano per voi, visto che avevate dominato.

”È stato davvero un peccato, perchè abbiamo vinto tre manches (due Coldenhoff, una Jeffrey) e nella gara MXGP+Open io sono arrivato secondo, quindi avremmo avuto tutte le carte in regola per vincere e dominare la corsa, ottenendo un risultato che l’Olanda non aveva mai conquistato nella sua storia. È stato un MXoN particolare, senza dubbio, però abbiamo grandi stimoli per il prossimo: si correrà in Olanda e ad Assen, e speriamo di poter alzare il trofeo davanti al nostro pubblico. Sarebbe davvero speciale. Resta il rammarico per l’infortunio di Calvin, ma siamo proiettati verso il futuro”.

Nel 2019 tenterai di confermare il titolo in ogni modo, ma non sarà facile battere tutti i record che hai fatto segnare quest’anno: quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione?

”Innanzitutto vincere il Motocross delle Nazioni: a Maggiora e nel 2017 in Inghilterra eravamo finiti secondi, quest’anno siamo arrivati terzi senza un pilota e sappiamo che avremmo potuto vincere. Vogliamo dare il meglio in quella gara e portare a casa il trofeo: sappiamo che ci sarà tanta pressione su di noi, ma abbiamo piloti veloci e consistenti. Per quel che riguarda me stesso e la MXGP, beh, il primo obiettivo sarà confermare il titolo mondiale. E poi, vincere in quei circuiti nei quali quest’anno ho mancato il successo: punto sempre a migliorarmi, sento che posso crescere ancora e voglio farlo in Europa. Ho ancora due anni di contratto con KTM, e non penso minimamente a uno sbarco negli States: non credo che le cose cambieranno nei prossimi anni perchè sono legato al motocross europeo e il livello è alto, ma chissà, tra qualche anno potrei anche avere idee diverse e non escludo nulla a priori. Chi sarà il rivale da battere nel 2019? Senza dubbio Antonio Cairoli: è lui l’avversario più forte”.

Come ci si sente ad avere l’avversario più temibile sulla tua stessa moto? È stimolante oppure rende tutto più difficile?

”Non siamo esattamente nello stesso team, perchè la squadra KTM è strutturata con lui sotto il team De Carli e io sono col team Factory, ma di fatto è come se lo fossimo: non è facile dover competere con un avversario di quel livello in ogni gara, a maggior ragione quando ha la tua stessa moto e lo stesso pacchetto tecnico. Però viviamo al meglio questa rivalità: c’è grande rispetto tra di noi, e io stimo molto Tony per quello che ha ottenuto nella sua carriera. Per riassumere, non è facile, ma è sicuramente bello per noi e per KTM: qualsiasi team vorrebbe avere due campioni che lottano per il titolo con la propria moto”.

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