Le prime indiscrezioni a riguardo circolavano da almeno una ventina di giorni, e ora è arrivata la conferma ufficiale: TM Racing non correrà nel Mondiale Motocross nel 2019, fermandosi per un solo anno e progettando il rientro nel 2020 con una struttura migliorata e tante novità. Non è un addio dunque, ma un arrivederci da parte di una casa costruttrice che ha sempre avuto un rapporto indissolubile con le competizioni in ogni sua forma: quest’anno TM ha corso nel Mondiale motocross con Max Nagl in MXGP e (fino all’Indonesia) Samuele Bernardini in MX2, nell’enduro (titolo Enduro E2 con Eero Remes), nell’Europeo supermotard con Thomas Chareyre e nel CIV con una Moto3 affidata a Kevin Zannoni, che ha vinto il campionato. Insomma, il team pesarese è sempre stato legato a doppio filo alle corse, ma la decisione di lasciare il motocross per un anno è assolutamente ponderata e non deriva da fattori esterni.

Max Nagl aveva disputato una buona stagione, fino all’infortunio, mentre il rapporto con Bernardini si era interrotto a metà stagione per delle visioni differenti (Samuele è rientrato nel Mondiale con Yamaha, e correrà con la moto giapponese e con Ghidinelli Racing nella MXGP 2019), ma tutto questo non ha influito nella decisione di TM. E non hanno influito neppure le tante gare oltreoceano inserite nel calendario da Youthstream. Marco Ricciardi, Sales&Marketing Manager e volto di TM, fa chiarezza in una lunga intervista ai colleghi di Motociclismo FuoriStrada: ”TM gode di ottima salute, non si tratta di una scelta economica o dettata da altri fattori. Abbamo preso questa decisione, che è molto sofferta ma anche tranquilla, per due motivi semplici: vogliamo attaccare un mercato motociclistico sempre più esigente, e quindi ristrutturare vari reparti dell’azienda per essere competitivi ad ogni livello. E inoltre, progettiamo di rientrare nel 2020: il progetto aziendale che stiamo per mettere in atto è studiato e strutturato, contiamo di metterlo in pratica in pochi mesi. Il motocross è la Formula 1 del fuoristrada, e il Mondiale porta via un sacco di risorse in termini di tempo e di risorse umane: sono due cose che ci servono in azienda, abbiamo bisogno del tempo e delle risorse umane di alto livello”.

L’obiettivo, spiega Ricciardi, è quello di vendere più moto: ”Abbiamo da poco acquistato un nuovo macchinario che ci permetterà di essere più veloci e reattivi nella produzione. Abbiamo individuato un nuovo capannone di oltre 1000 metri quadri destinato a ospitare questo macchinario: vogliamo fare più pezzi e saremo in grado di farlo, ma prima di tutto dobbiamo ristrutturare l’azienda per assicurarci che questi pezzi vengano evasi e inviati in tempi accettabili. L’obiettivo è quello di creare una maggiore connessione tra noi e i concessionari/importatori: avremo un nuovo dealer net che permetterà a loro di essere in collegamento giornaliero con l’azienda per ordinare ricambi, merchandising e parti speciali in moto rapido e intuitivo. Avremo inoltre una nuova area dedicata al cliente che permetterà anche a loro di avere tutte le informazioni necessarie per la manutenzione del proprio mezzo: inoltre, adotteremo una nuova politica commerciale che terrà conto anche delle prove-moto e del supporto diretto ai concessionari e team impegnati in gara. Supporteremo la rete italiana, fornendo ai concessionari moto-demo e moto-pilota: saremo più vicini al territorio e forniremo loro un supporto per approcciarsi alle gare e al mercato in modo differente, facendo provare le moto ai clienti e dando le moto ai piloti regione per regione. Inoltre, stenderemo un calendario di prove riservate al pubblico: una decina di test spalmati su tutto il territorio, organizzati e gestiti da noi coi nostri camion, i nostri tecnici e la gamma enduro/motocross, appoggiandoci ai concessionari di zona”.

Una delle cose che venivano contestate a TM dagli addetti ai lavori, infatti, era la latitanza a livello territoriale: ”Ci sono delle motivazioni. La prima è l’importazione parallela, che si fa fatica ad arginare: i prezzi delle moto d’importazione, soprattutto per chi produce in Italia, sono devastanti. Dall’altro lato c’è stata una mancanza da parte nostra nel supportare i concessionari che fanno anche l’attività sportiva: con questa nuova politica commerciale e le moto-pilota, i team avranno agevolazioni che ci porteranno ad essere sempre presenti. Credo che questo ci aiuterà a combattere l’importazione parallela”.

Marco Ricciardi, poi, torna sulle motivazioni dell’addio temporaneo al motocross, ma non alle altre categorie: ”Youthstream non c’entra nulla nella nostra decisione. Anzi, devo dire che pur essendo la casa più piccola del paddock, questo sviluppo ci ha portato un sacco di benefici: grazie al nuovo calendario del Mondiale. abbiamo raggiunto paesi in cui non saremmo mai andati, e grazie alla mia funzione all’interno dell’azienda, che comprende anche la parte marketing e commerciale, siamo riusciti a incontrare nuove figure con cui abbiamo stretto rapporti importanti e abbiamo nominato nuovi importatori. Il cross per noi è importante e lo abbiamo sempre affrontato con la massima priorità, quindi qualsiasi esigenza che arrivava dal motocross passava davanti alle altre richieste, e questo rendeva le cose complicate in azienda: con la nuova struttura, tutto sarà più organizzato e poi torneremo nel 2020. Per quel che riguarda enduro e motard, non cambierà nulla: il 75% del nostro mercato è fatto dalle moto da enduro, è un settore importante e vogliamo continuare a seguirlo da vicino. All’interno di quel 75%, il 60% è fatto dalle moto due tempi, e dunque vogliamo incentrare i progetti futuri sulle certificazioni Euro4 e vanno seguiti con attenzione. Nel motard abbiamo numeri minori, ma vedendo i vari campionati nazionali l’affluenza è alta, e comunque vendiamo un buon numero di moto da gara e/o in configurazione stradale. Il Motomondiale? La Moto3 che ha vinto il titolo italiano con Zannoni è nata anche per migliorare il prodotto off-road: con quel motore si sono aperti nuovi confini riguardo allo sviluppo (infatti, la nuova MX 250 FI che verrà presentata a Eicma ha proprio un motore derivato da quello della Moto3), visto che la 250cc del Mondiale MX2 è una derviazione della Moto3 e di quello sviluppo, che è stato riversato nel motocross. Non faremo il Mondiale, ma continueremo nel CIV italiano e nel CEV spagnolo, che ci permetterà di confrontarci con moto molto competitive, e potrebbe essere un mercato importante per il futuro”.

E dunque, non vedremo TM Racing al via del Mondiale Motocross 2019: un vero peccato, ma anche un’occasione per far crescere l’azienda italiana, e aiutarla a ottenere risultati di alto profilo sia dal punto di vista commerciale, che dal punto di vista delle corse. Arrivederci TM, ci ritroveremo nel 2020!

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