Rabbia e orgoglio. Si può riassumere così la gara della Formula 1, che quest’oggi correva a Interlagos e sullo storico tracciato brasiliano: la rabbia è tutta di Max Verstappen, che vede sfumare una vittoria fantastica per colpe non proprie, l’orgoglio di Mercedes, che grazie al successo di Lewis Hamilton (vittoria numero 72) conquista il quinto titolo costruttori consecutivo ed eguaglia Ferrari in questa particolare statistica.

Le qualifiche di ieri ci avevano consegnato un Gran Premio dal potenziale ed assoluto equilibrio, e si vede già dalla partenza: Verstappen inizia a superare Raikkonen, mentre davanti Hamilton viene protetto da Bottas, che supera Vettel e sale al secondo posto. Nelle retrovie Ericsson e Grosjean si toccano, e il danno al fondo della Sauber mette fuori gioco lo svedese, autore di un’ottima qualifica ieri e costretto a ritirarsi al giro 21. Nervosismo in pista, con le Renault di Sainz e Hulkenberg che si toccano, ma anche delle grandi Red Bull: Ricciardo è partito forte, salendo nelle prime posizioni del gruppo dopo lo scatto dall’11° posto per l’ennesima penalizzazione causata dalla power unit, mentre Verstappen ha superato facilmente Vettel al terzo giro. L’olandese aveva dichiarato ieri di aver lasciato perdere la pole per concentrarsi sul passo-gara, e i risultati si sono visti: Verstappen girava più forte di tutti, e al giro 10 ecco anche il sorpasso a Bottas, che provava a fare da tappo per consentire a Hamilton di scappare e prendere vantaggio.

A quel punto Verstappen si è lanciato all’inseguimento di Hamilton, che ha optato per le gomme medie e non per le supersoft, con le quali aveva sofferto sia a livello di grip, sia a livello di durato: il vantaggio prestazionale delle gomme più morbide ha aiutato uno scatenato Verstappen, che ha avuto vita facile nel sorpasso di Hamilton. A quel punto, per l’olandese restava un solo scoglio, quello dei doppiaggi. E Ocon ha rappresentato un vero ostacolo: il francese ha perso totalmente le distanze, centrando in pieno Max mentre lo stava doppiando. 10” di penalità per Ocon, e gara da ristrutturare per Verstappen, che a quel punto si è lanciato come una furia al nuovo inseguimento di Hamilton, visto che il contatto gli aveva provocato un testacoda e la perdita di parecchi secondi: l’olandese è arrivato vicino ad Hamilton, ma non abbastanza per riprendersi la vittoria.

Successo che è andato a Lewis Hamilton, bravo ad approfittare della situazione e conquistare la vittoria numero 72: Verstappen chiude secondo a 1”5, e ne dice di tutti i colori a Ocon, sfiorando la rissa con l’ex rivale delle formule minori. Una brutta scena, ma la furia di Verstappen è giustificata e giustificabile: poteva vincere per la prima volta in carriera due gare consecutive, e il francesino scuola-Mercedes gli ha fatto buttare via tutto con una mossa stupida e senza senso. Quando sei doppiato, hai solo una cosa da fare: spostarti, e Ocon non l’ha fatto, rovinando la gara di un altro pilota. Hamilton-Verstappen dunque, e Raikkonen completa il podio chiudendo terzo a 4”7 davanti a Ricciardo: quinto Bottas, che chiude molto staccato e davanti a Vettel. Seb, che era partito secondo, ha chiuso sesto a 27” dopo una gara anonima: controprestazione davvero inspiegabile la sua, finito a oltre 20” dal compagno. Completano la top-10 Leclerc, Grosjean, Magnussen e Perez: ritiro per Hulkenberg ed Ericsson.

La F1 tornerà in pista tra due settimane: gran finale il 25 novembre ad Abu Dhabi, ma con tutto già assegnato: Hamilton è già campione del mondo, e ora guida con 383 punti, +81 su Vettel e +132 su Raikkonen. Titolo assegnato anche nei costruttori: Mercedes sale a quota 620, con Ferrari a 553, e si rende irraggiungibile.

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