”Correre non mi interessa più. Ho chiuso con quel mondo, e ho deciso che tornerò a lavorare nel negozio di ferramenta della mia famiglia”

Romano Fenati aveva reagito così alle sanzioni che gli erano state comminate dopo il gesto scellerato del GP di Misano: il pilota marchigiano, 22 anni e qualche sfogo da ”testa calda” di troppo (venne allontanato dal team VR46 dopo una mezza rissa con Uccio, così si vocifera nel paddock), aveva reagito in maniera sconsiderata dopo un duello con Stefano Manzi, pilota che sarebbe diventato il suo compagno di squadra nel 2019 della Moto2 e nel team Forward, che avrà moto MV Agusta. Manzi l’aveva spinto fuori durante la battaglia per una posizione di rincalzo, al che Fenati aveva pensato bene di ”pinzare” con grande forza il freno anteriore della moto del rivale, rischiando di farlo cadere in avanti e causargli gravi danni fisici: Manzi era rimasto in piedi, ma Fenati non poteva restare impunito.

Bandiera nera dai commissari e squalifica per due GP, poi estesa fino al termine della stagione con tanto di licenza sospesa a tempo indeterminato dalla Federazione Italiana Motociclismo. E, per non farsi mancare nulla, licenziamento immediato dal team Marinelli Rivacold Snipers Moto2 e licenziamento ”futuro” da MV Agusta, che aveva annullato il contratto per il 2019. Insomma, la giusta punizione per chi aveva messo a rischio la vita di un collega e non sembrava capire ciò che aveva fatto. Perchè Fenati, al netto delle scuse televisive, continuava a sostenere di ”non voler fare del male” a Manzi, che il suo gesto era stato una ”ragazzata” e quant’altro. E sosteneva anche di aver chiuso per sempre col motociclismo a livello agonistico e col Motomondiale, e di voler fare un bagno d’umiltà tornando a lavorare nel negozio di famiglia: dentro all’alveo familiare, Fenny5 avrebbe potuto riflettere sull’accaduto, imparare dall’errore e soprattutto imparare a gestire la rabbia (ha sempre avuto problemi di gestione della rabbia, che gli sono costati parecchio a livello di carriera), così da evitare ulteriori sfoghi ”alla Manzi”.

Ora, però, è cambiato tutto: il pentimento di Fenati ha spinto la FMI a riconsiderare la propria decisione, sospendendo la licenza solo fino al 21 febbraio 2019 (5 mesi esatti) per la violazione dell’articolo 1.2 del Regolamento di Giustizia della federazione (”Rispetto dei principi di lealtà, probità e rettitudine sportiva”): così facendo, Fenati avrebbe potuto tranquillamente trovarsi un team per il 2019, ed è puntualmente successo. In una decisione simile alla ”Sindrome di Stoccolma”, il team Marinelli Rivacold Snipers ha deciso di dare un’altra chance a quel pilota che (di fatto) gli aveva causato una figuraccia a livello mondiale a Misano: Fenati correrà nuovamente con quella squadra, che l’anno prossimo avrà come title sponsor OCTO Telematics, e proverà a riscattare la propria (distrutta) immagine e mostrare il proprio talento senza commettere errori. Affiancherà Tony Arbolino, e soprattutto correrà in Moto3: retrocessione di una categoria per lui, che di fatto potrà disputare pochissimi test con la nuova moto.

E, dopo questa decisione che va a riabilitare Fenati e restituirgli la possibilità di correre, ci facciamo alcune domande. Era davvero necessario cancellare il gesto di Fenny5 con un pratico colpo di spugna e riammetterlo tranquillamente nel Mondiale? Non sarebbe stato più sensato fermare il pilota marchigiano per una stagione, così da consentirgli di riflettere davvero sull’errore commesso? Per ripartire, bisogna toccare il fondo e comprendere i propri sbagli, e noi non siamo sicuri che qualche mese di stop forzato e un contratto successivo con lo stesso team possano essere i mezzi migliori per recuperare Fenati. Anche perchè il 22enne si troverà ad affrontare una situazione complicata, rientrando nel Motomondiale a pochi mesi dall’accaduto: tutti lo guarderanno con sospetto e/o scarsa stima, e ogni sua gara verrà analizzata al microscopio per trovare eventuali contatti al di sopra del limite e/o episodi non conformi al regolamento da parte di Fenati.

Nessuno voleva che restasse fuori dal Motomondiale a vita (anche se lui stesso aveva fatto intendere di non voler più correre), ma quantomeno che si fermasse anche per l’intero 2019: avrebbe potuto riflettere sull’errore commesso, resettarsi a livello mentale e poi ripartire da zero. Perchè, in un anno e mezzo, il pubblico e i rivali si dimenticano di un gesto come quello commesso ai danni di Manzi. In pochi mesi, no, e dunque Romano Fenati si ritroverà a vivere una stagione a dir poco complicata: per di più, in una classe che vive di contatti continui, e dunque lo esporrà a parecchi rischi.

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